Venezia, bimba di 3 anni dimenticata nello scuolabus/ È rimasta due ore sotto il sole

- Silvana Palazzo

Venezia, bambina di 3 anni dimenticata due ore sotto il sole nello scuolabus: la piccola ha preso sonno e nessuno l’ha vista…

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Scuolabus (Foto: da Twitter)

Una bimba di tre anni è stata dimenticata due ore nello scuolabus sotto il sole. È successo a Scorzé, in provincia di Venezia, nel giorno più caldo dell’ultima settimana. In molte città venete giovedì pomeriggio le temperature hanno toccato e superato i 40 gradi. La piccola, come ricostruito dal Corriere della Sera, stava terminando l’anno scolastico alla scuola materna “Gianni Rodari” di Scorzè. Erano le 13 quando il padre l’aspettava alla fermata davanti a casa. Di solito la corsa arriva alle 15, ma dopo la metà di giugno l’arrivo è stato anticipato alle 12.50. Il padre ha telefonato alla scuola che poi, attraverso il Comune, è riuscita a rintracciare il percorso dello scuolabus, risalendo al deposito di via Ferrari. Lì la bambina, che si era addormentata a bordo del bus, è stata dimenticata. Evidentemente l’autista non si era accorto della bambina, che quando si è svegliata si è accorta di non essere tornata a casa.

VENEZIA, BAMBINA DI 3 ANNI DIMENTICATA NELLO SCUOLABUS

La madre della bambina “dimenticata” nello scuolabus ha raccontato ai cronisti locali che la figlia stava bene, quindi non è stato necessario portarla al pronto soccorso. «Quando l’abbiamo trovata, era spaventata e piangeva», ha spiegato. Ora sotto accusa sono finiti l’addetto alla sorveglianza della scuola materna e l’autista dello scuolabus, dell’azienda Bonaventura Express, che da anni gestisce l’appalto del servizio di trasporto scolastico. Stando alle prime ricostruzioni, il conducente quel giorno ha sostituito il dipendente che normalmente guida, quindi non conosceva perfettamente il percorso. Pare poi che la bambina abbia preso sonno e non sia stata vista all’arrivo al deposito. I genitori chiedono ora che venga fatta piena luce sulla vicenda, mentre la sindaca Nais Marcon ha inviato una lettera di diffida alla ditta, che dal canto suo si difende addossando la colpa all’accompagnatore. Anche in questo caso, non si trattava del solito socio, ma di un sostituto. Quando avrebbe ribadito che il bus era vuoto, l’autista lo ha lasciato al deposito sotto il sole, chiudendolo con le chiavi.



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