VERCELLI, VIOLENZA SESSUALE IN CASA FAMIGLIA/ “Come reagisci se qualcuno ti stupra”

- Davide Giancristofaro Alberti

Vercelli, violenza sessuale di gruppo in casa famiglia. La vittima sarebbe stata malmenata e stuprata per diversi mesi da altri ragazzi della struttura

Giornata contro la violenza sulle donne
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«Voglio vedere come reagisci se qualcuno ti stupra». Così un ragazzo della casa famiglia Vittoria di Caresana, nel Vercellese, si è rivolto alla 16enne fuggita per le violenze subite. La struttura ieri mattina è stata messa sotto sequestro preventivo dalla polizia e ci sono cinque, tra coordinatrici e operatori della casa famiglia, che erano al corrente di tutto. Nel video, trovato in un tablet e poi acquisito come prova dalla Procura di Vercelli, si vede il ragazzo che blocca la sedicenne e le alza la maglietta, ma non c’è violenza sessuale. La ragazza ha raccontato di essere stata abusata più volte nella struttura da altri ospiti, che ieri sono stati trasferiti. L’escalation di violenze, riporta La Stampa, è partita col gioco dell’obbligo e della verità. Comunque la ragazzina, sentita in audizione protetta, è stata ritenuta attendibile. Ma sono in atto accertamenti su almeno quattro ex ospiti della struttura che ai tempi dei fatti contava 11 minori. (agg. di Silvana Palazzo)

VERCELLI: RAGAZZA STUPRATA, FILMATA E MALMENATA

Emergono ulteriori dettagli in merito alla triste vicenda riguardante un presunto stupro di gruppo presso una Casa famiglia della provincia di Vercelli. Come riporta Repubblica, il caso è nato dopo che la vittima è fuggita dalla stessa comunità, confidando alla sorella di essere stata stuprata da alcuni ragazzi ospiti nella struttura. Tra l’altro, sempre in base a quanto scrive il quotidiano nella sua versione online, già in passato era stato evidenziato dalla procura minorile che vi fosse il rischio di promiscuità fra gli ospiti di Casa Vittoria. La giovane sarebbe stata abusata per mesi, di giorno e di notte, e la maniglia della porta della sua camera era stata tolta per impedirle di fuggire. La ragazza sarebbe stata anche malmenata e pare che i cinque educatori della struttura, al momento sotto indagine, non abbiano creduto alla sua versione, come emerge dal diario della stessa. A conferma delle violenze, anche un video trovato su un tablet di un ragazzo ospite. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VERCELLI, VIOLENZA SESSUALE IN CASA FAMIGLIA: 5 INDAGATI

Orrore in una Casa famiglia in provincia di Vercelli: la struttura è stata sequestrata con le gravissime accuse di violenza sessuale di gruppo. Stando a quanto riferito da numerosi quotidiani online, a cominciare da Repubblica, sotto la lente di ingrandimento è finita una Casa famiglia di Caresana, con la struttura che al momento rimane chiusa, con conseguente divieto di esercitare per cinque educatori la professione, per omissioni su presunte violenze sessuali di gruppo avvenute all’interno della stessa. In base a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, pare che alcuni ospiti della comunità avrebbero stuprato più volte una ragazza, anch’essa presente nella comunità di cui sopra. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo di indagine parallelo a quello principale riguardante gli operatori, per accertare al meglio eventuali violenze.

VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO IN CASA FAMIGLIA VERCELLI: GLI ALTRI CASI NOTI

Il blitz degli agenti della squadra mobile della polizia di Vercelli è scattato all’alba di questa mattina, venerdì 13 dicembre, con gli stessi che sono stati coordinati dalla procura e che sono entrati nella struttura, sequestrandola. I cinque operatori non potranno fino a data da destinarsi esercitare la propria attività professionale a contatto con i ragazzi, e secondo gli investigatori, gli stessi non sarebbero intervenuti per evitare le presunte violenze. La stragrande maggioranza delle Case famiglia sono strutture che danno una grande mano alle persone in difficoltà, ma a volte si verificano al loro interno degli sgradevoli episodi, come ad esempio il fatto di cronaca di Ravenna risalente alla scorsa estate, un anziano che fu costretto a mangiare le proprie feci dagli operatori. Durante il mese di marzo del 2018, invece, numerosi anziani vennero maltrattati in una Casa famiglia di Sant’Alberto, e molti altri casi negli anni addietro.

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