Veronica Panarello, a processo per calunnia/ “Voglio notizie del fratello di Lorys”

- Silvana Palazzo

Veronica Panarello, a processo per calunnia contro l’ex suocero. Intanto dal carcere continua a chiedere notizie del fratello di Lorys

Lorys Stival (Quarto Grado)
Lorys Stival (Quarto Grado)

Nuovo processo per Veronica Panarello, condannata a 30 anni per l’omicidio del figlio Lorys. È stata rinviata a giudizio con l’accusa di calunnia ai danni dell’ex suocero Andrea Stival. Lo ha deciso il giudice Ivano Infarinato al termine dell’udienza preliminare al tribunale di Ragusa, a cui ha preso parte la stessa Veronica Panarello. Si è presentata in aula, con i capelli raccolti e senza occhiali, vestita di scuro. Assente invece l’ex suocero. Oggi dunque si è discusso dell’accusa di calunnia ed è stata accolta la costituzione di parte civile presentata dal legale di Andrea Stival, l’avvocato Francesco Biazzo. L’udienza è stata fissata per il 26 novembre. Al termine dell’udienza il legale di Veronica Panarello, l’avvocato Pia Giardinelli dello studio Villardita, ha spiegato che la sua assistita «pensa continuamente a Lorys e a suo fratello più piccolo». Di quest’ultimo non ha notizie da agosto, nonostante quanto disposto dai giudici in fase di separazione col marito. «Voglio avere notizie e foto del mio bambino: è dallo scorso agosto che non ne ricevo più. È mio figlio e mi manca da morire», avrebbe detto ai suoi legali.

VERONICA PANARELLO “VOGLIO NOTIZIE DEL FRATELLO DI LORYS”

Durante la lettura della sentenza d’appello che la condannò a 30 anni di carcere per l’omicidio del figlio Lorys, Veronica Panarello si scagliò contro l’ex suocero, minacciandolo anche di morte e continuando ad accusarlo di aver commesso lui il delitto per il quale è stata condannata. Ora i suoi legali la descrivono «determinata nel difendere se stessa» e «più forte nel dirsi innocente». Secondo la versione di Veronica Panarello, Lorys era molto agitato perché aveva scoperto la relazione della madre con il nonno. «Voleva dire tutto al padre. Andrea era contrariato e ha iniziato a discutere con mio figlio, poi mi ha chiesto qualcosa per farlo calmare». Per questo avrebbe preso le fascette con cui ha legato ai polsi il bambino. «Poi io mi sono allontanata perché in quel momento mi ha chiamato Davide. Non gli ho detto che con me c’era sua padre e ho cercato di chiudere quanto prima, lasciando il telefono sul letto. Così –sono tornata in camera e in quel momento ho visto Andrea che stringeva un filo intorno al collo di Lorys».



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