Viaggi in aereo non sicuri?/ Lo studio: “Test negativi non bastano, serve quarantena”

- Alessandro Nidi

Secondo uno studio condotto da alcuni esperti, i viaggi in aereo non sarebbero sicuri neanche in presenza di tamponi negativi

Viaggi in aereo
Aereo (Pixabay, 2020)

I viaggi in aereo non sono sicuri? È quanto si evince da uno studio pubblicato sulla rivista “Emerging Infectious Diseases”, nel quale si analizza la situazione connessa ai contagi da Coronavirus e, in conclusione, si stabilisce che è impossibile avere piena garanzia del fatto che il volo sia Covid-free. Oggetto di approfondimento sono stati i voli di lunga durata, fra cui quello che prevedeva il decollo da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e l’atterraggio ad Auckland, in Nuova Zelanda.

Il volo, in particolare, è l’EK488, partito da Dubai il 29 settembre 2020 e diretto in Oceania: lì è nato un vero e proprio focolaio Covid, nonostante i passeggeri presenti a bordo si fossero tutti sottoposti al tampone prima di accedere sul mezzo, ottenendo un certificato riportante l’esito negativo del test. Nonostante le misure di distanziamento e le mascherine, sette persone sono risultate positive a un nuovo tampone e altre 6 hanno sviluppato l’infezione da Covid-19 mentre osservavano la quarantena di quattordici giorni in Nuova Zelanda.

VIAGGI IN AEREO, IL RISCHIO CONTAGIO NON È TOTALMENTE ESCLUSO

I viaggi in aereo, pertanto, non sarebbero a prova di contagio, stando a quanto riferito dagli esperti che hanno condotto lo studio. In particolare, come riferisce la rivista “Emerging Infectious Diseases”, sequenziando l’intero genoma del Coronavirus nei campioni dei sette passeggeri risultati positivi, si è osservato che le sequenze erano fra loro identiche, esclusa una sola mutazione rilevata in uno dei passeggeri: il contagio, dunque, è probabilmente avvenuto in aereo, durante il volo. Non vi sono certezze assolute sull’origine del cluster, tuttavia; non è detto che il virus sia stato portato sull’aereo da un passeggero proveniente dalla Svizzera, né si può asserire che a veicolarlo sia stato un uomo proveniente da un altro Paese dove però questo genoma non è stato ancora rilevato. Vi è poi un’ulteriore ipotesi, utile soltanto ad aggrovigliare ulteriormente le idee: uno degli occupanti dell’aereo, durante lo scalo presso la struttura aeroportuale di Dubai, potrebbe essersi contagiato: lì, infatti, non era obbligatorio l’utilizzo di mascherine o altri dispositivi di protezione individuale. In conclusione, la quarantena post viaggio è da ritenersi obbligatoria.



© RIPRODUZIONE RISERVATA