Villani “In Italia 200 bambini ricoverati per Covid”/ “Dozzina in terapia intensiva”

- Silvana Palazzo

Il professor Alberto Villani a Storie Italiane per fare il punto su Covid e bambini: “In Italia 200 sono ricoverati in ospedale, di cui una dozzina sono in terapia intensiva”

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Il professor Alberto Villani a Storie Italiane

A fare il punto della situazione sull’epidemia Covid tra i bambini è il professor Alberto Villani, direttore del Dipartimento di emergenza, accettazione e pediatria generale dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ospite di Storie Italiane, ha spiegato che a livello nazionale ci sono «circa 200 bambini ricoverati, di cui una dozzina in terapia intensiva», secondo quanto emerso da una survey nazionale, i cui dati vengono confermati da altri studi.

Ma Alberto Villani ha parlato anche della situazione nell’ospedale in cui lavora: «Ormai sono giorni in cui abbiamo una media di ricoveri tra 55 e 62, in genere tra i 4 e 5 bambini in terapia intensiva. I ricoveri sono ripartiti essenzialmente per metà in bambini sotto i 5 anni, per l’altra metà sopra i 5 anni». Per quanto riguarda le scuole, ha assicurato che sono luoghi sicuri, a precise condizioni: «Abbiamo fatti studi sulla condizione all’interno delle scuole. Laddove l’ambiente è controllato e si rispettano le regole, le possibilità di contagio sono ridotte al minimo».

VILLANI “SCUOLA SICURA”. E SU VACCINI A BAMBINI…

Riguardo il boom di contagi che si è registrato nelle ultime settimane, il professor Alberto Villani ha voluto fare delle precisazioni. «La scuola rappresenta una delle parti della società, ma visto che venivamo da un periodo di festività, l’esplosione di contagi è avvenuta fuori dalla scuola. L’interno della scuola è sicuramente un luogo in cui si può stare tranquilli», ha detto a Storie Italiane. A proposito della vaccinazione dei bambini, invece, ha aggiunto: «Tenendo conto che è cominciata dal 15 dicembre, ci sono 25mila somministrazioni al giorno, è un buon numero. In Puglia c’è una consolidata tradizione di vaccinazioni a scuola, infatti sono al 40%. Più bambini si vaccinano, meno rischi si corrono, perché protegge da rischio morte e malattia grave».

Questo non vuol dire che non si possa contrarre il coronavirus, ma un discorso è essere positivi, un altro è esserlo da sintomatici. «Noi non sappiamo a priori chi può sviluppare una forma grave, non è una questione che riguarda solo i fragili, per questo è importante vaccinarli». Ma ha anche precisato: «Rispetto agli adulti, ciò che accade a livello infantile è un problema di dimensioni inferiori, ma bisogna mantenere alta la guardia». Riguardo le minacce ricevute dai medici ha spiegato: «La nostra priorità è difendere la salute dei bambini, per questo si può incappare in qualche incidente di percorso».





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