Vincenzo e Antonio, figli Nino D’Angelo/ “Gli ho dato quello che è mancato a me”

- Stella Dibenedetto

Antonio e Vincenzo sono i figli di Nino D’Angelo, sposato con Annamaria Gallo: “Abbiamo cercato di dargli tutto ciò che noi non abbiamo avuto”.

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Nino D'Angelo, Domenica In

Nino D’Angelo, insieme alla moglie Annamaria Gallo da 42 anni, ha formato una splendida famiglia con la nascita dei figli Vincenzo e Antonio. Il primogenito è Antonio ed è nato nel 1979. Nella vita ha scelto di seguire le orme del padre ed è diventato un regista e sceneggiatore. Antonio ha fatto il regalo più grande a Nino D’Angelo rendendolo nonno del piccolo Gaetano. Vincenzo, invece, ha scelto la strada giornalistica ed è molto riservato. Di lui, infatti, si sa davvero poco.

I figli rappresentano il dono più prezioso che la vita ha fatto a Nino D’Angelo e alla moglie Annamaria Gallo. Per proteggerli, i due hanno anche deciso di lasciare Napoli dopo un incontro ravvicinato con la criminalità. Quella di Nino D’Angelo è una famiglia serena e felice e ai figli, l’artista ha cercato di dare tutto ciò che lui non ha avuto.

Antonio e Vincenzo, figli Nino D’Angelo: la dichiarazione d’amore

Al di là di tutti i successi professionali che è riuscito a raggiungere nel corso della sua carriera, la famiglia è il bene più prezioso per Nino D’Angelo. In un’intervista rilasciata ai microfoni di Tv Sorrisi e Canzoni, Nino D’angelo ha cercato come, sin dal primo giorno in cui lui e la moglie Annamaria sono diventati genitori, hanno sempre cercato di dare ai figli Antonio e Vincenzo ciò che è mancato a loro.

«Io vengo da una famiglia molto povera, ma della povertà ho conosciuto anche il senso di comunità, la condivisione. Grazie a Dio sono cresciuto anche con dei valori. Ho sposato la ragazza (Annamaria, ndr) che ho conosciuto a 15 anni. Abbiamo creato una famiglia e quando è arrivato il successo si è occupata lei di gestire tutto. È stata brava. I nostri figli hanno studiato, abbiamo dato loro quell’istruzione che è mancata a noi: mio papà aveva la seconda elementare, mia mamma la terza».

 

 

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