VINCENZO MOLLICA/ “Sto per andare in pensione, non racconterò mai la mia storia”

- Dario D'Angelo

Vincenzo Mollica premiato dalla Cineteca Bologna: le sue parole tra aneddoti, ricordi, programmi futuri all’insegna di uno stile inimitabile.

Vincenzo Mollica sanremo 2020 fiorello
Vincenzo Mollica

Vincenzo Mollica, il giornalista del Tg1 che da anni racconta il cinema, la musica e la letteratura sulla tv di Stato, è stato omaggiato dalla Cineteca di Bologna con un premio alla carriera. Premio che ha accettato, diversamente da quel che è solito fare. E’ stato il suo amico Federico Fellini ad insegnargli che i premi vanno ritirati soltanto in due occasioni, “quando ti riempiono di soldi e quando sei strangolato emotivamente”. In quest’occasione è valida la seconda opzione. L’occasione è servita per una chiacchierata con “La Repubblica”, alla quale Vincenzo Mollica ha svelato:”Sono tante le persone che ho conosciuto, ma uno degli incontri a cui sono più affezionato è quello che organizzai con Fulvia Serra tra Federico Fellini e Schulz, il papà dei Peanuts. Fellini raccontò a Schulz che a Fregene aveva un cagnetto che somigliava perfettamente a Snoopy. Schulz rispose a Fellini che stando affianco a lui si sentiva come quel piccolo imbianchino che dal basso, nella Cappella Sistina, guardava Michelangelo dipingere il Giudizio universale”.

VINCENZO MOLLICA: “PROSSIMO ALLA PENSIONE”

Vincenzo Mollica ha parlato anche di una carriera, la sua, giunta quasi ai titoli di coda:”Il mio ultimo giorno di lavoro sarà il 27 gennaio 2020. L’ultima cosa che farò sarà festeggiare il centenario di Federico Fellini il 20 gennaio 2020, poi la pensione per “raggiunti limiti di età” come si diceva una volta”. Mollica è un caso di uomo pubblico che tiene a raccontare le storie altrui, ma non la propria:”Non racconterò mai la mia storia (…). In generale chi scrive le proprie memorie, si aggiusta sempre la realtà, sistema la storia di quello che gli è successo a suo favore. Il mio libro ‘Prima che dimentichi tutto’sarà un libro di pagine bianche, è la risposta che do agli editori che me lo chiedono”. In questi anni però il suo modo di fare giornalismo non è cambiato:”No, è sempre lo stesso, l’approccio di chi ama il cinema, la musica, i fumetti, la letteratura e cerca di raccontare le notizie che arrivano da questi mondi. Quando sono arrivato io al Tg1 di queste cose si parlava pochissimo, ho iniziato con servizi sui fumetti, sul cinema indipendente e su come stava cambiando la musica. Mi ricordo i primi lavori con De Andrè, De Gregori e Guccini: sono riuscito a portare le mie passioni all’interno di un telegiornale come il Tg1, un telegiornale istituzionale”.

VINCENZO MOLLICA E IL MESSAGGIO A CAMILLERI

Vincenzo Mollica può vantare un bagaglio di esperienze e conoscenze inestimabile. Il suo insegnamento è il seguente:”Sono sempre stato interessato agli artisti come persone, all’umanità che portano con sé. Nella mia vita ho capito che i veri grandi artisti sono sempre semplici, non hanno bisogno di sovrastrutture, di impalcature su cui reggersi perché quello che hanno dentro arriva in maniera diretta. Quello è fare arte”. Da qualche tempo per Mollica sono subentrati i problemi di salute, ma lo spirito di Mollica è auto-ironico, dà la dimensione del personaggio:”Se inizio a parlare arriva il momento in cui non so più dove mettere le mani, dove nascondere il Parkinson o la cecità”. Ma a proposito di salute non propriamente ottimale, per usare un eufemismo, c’è un altro grande della cultura nostrana che in questi giorni combatte la sua sfida più difficile, Andrea Camilleri:”Forza. Mi sento di dire solo questo e grazie per tutto quello che mi ha dato e insegnato, semplicemente intervistandolo”.

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