Vino, un consumo moderato riduce il rischio di malattie al cuore/ Il maxi studio GBD: i risultati emersi

- Davide Giancristofaro Alberti

Vino, un consumo moderato riduce il rischio di malattie al cuore: questa la conclusione a cui è giunto il maxi studio Gdb. Scopriamo i risultati

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Torniamo a parlare del consumo di vino associato a eventuali problemi di salute, un tema molto discusso negli ultimi tempi e che ha diviso esperti, medici e addetti ai lavori fra chi ha di fatto vietato di bere il “nettare” degli Dei e chi invece risulta essere più permissivo. Per provare a fare chiarezza sui problemi di salute associate al vino, a cominciare da eventuali risvolti sul cuore, è intervenuto uno studio da pochi giorni pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications2 e condotto dai ricercatori del Global Burden of Disease (GBD).

Si tratta di uno degli studi più complessi e approfonditi in materia, in quanto è stata presa in considerazione la relazione fra il consumo di alcol e le malattie cardiovascolati, offrendo quindi una completa rivisitazione di tutti i dati esistenti, anche attraverso delle tecniche di analisi innovative. Basti pensare che la mole di dati analizzati, come sottolineato da Agenfood, è stata a dir poco imponente, visto che gli studiosi hanno “ripreso” ben 122 studi osservazionali sul vino che sono stati pubblicati nel corso di più di 50 anni, precisamente dal 1970 fino al 2021.

VINO, UN CONSUMO MODERATO RIDUCE IL RISCHIO DI MALATTIE AL CUORE: COSA E’ EMERSO

Cosa è emerso? Analizzando con cura le varie ricerche, la conclusione a cui sono sono arrivati i ricercatori del Global Burden of Disease è che il consumo moderato di alcol è associato in maniera inversa al rischio di IHD, acronimo di cardiopatica ischemica cronica, che è appunto una malattia del cuore. La relazione è a forma di “J”, ovvero, un consumo di alcol da basso a moderato, leggasi fino a 50 grammi al giorno, è associato ad un rischio di morbilità e mortalità per cardiopatia ischemica (IHD) e morbilità per infarto miocardico (MI).

Secondo Agenfood tale risultato offre una nuova prospettiva nel dibattito che è in corso nelle ultime settimane sul consumo di alcol e i problemi al cuore. Serve quindi un consumo moderato e nel contempo è necessario associare uno stile di vita che sia sano, con attività fisica e non sedentaria. Una ricerca che ha dei risvolti anche sociali ed economici, tenendo conto che un malato cardiaco resta tale (nella maggior parte dei casi), per tutta la vita, con un notevole costo economico per la società.

VINO, UN CONSUMO MODERATO RIDUCE IL RISCHIO DI MALATTIE AL CUORE: IL COMMENTO DI GIACOSA

Attilio Giacosa, Professore di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva; Gastroenterologo al CDI di Milano; già Direttore dell’Unità di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, ha commentato dicendo: «Studi epidemiologici italiani e internazionali hanno già evidenziato come un consumo abituale e moderato di vino, nell’arco della vita adulta e in abbinamento a un corretto stile alimentare non sia dannoso, ma sia invece benefico. Il concetto della “j” curve che viene ribadito dallo studio del GBD è infatti noto da tempo alla letteratura scientifica”.

Giocosa continua: “Questa curva dimostra che il bere vino con moderazione riduce la mortalità rispetto agli astemi (curva inferiore della “J”), mentre la mortalità aumenta drammaticamente con l’aumento del consumo di alcolici (tratto verticale della “J”)». Il vino non è quindi pericoloso per la vita ma deve essere consumato in maniera responsabile e come detto sopra, all’interno di uno stile di vita sano dal punto di vista alimentare e del “movimento”.





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