Vittoria, polemica per i funerali di Alessio/ Organizzati da amico dell’investitore

Vittoria, polemica per i funerali del piccolo Alessio, organizzati da un amico dell’investitore

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Alessio, il ragazzino morto a Vittoria

E’ polemica a Vittoria, in provincia di Ragusa, dopo che i funerali del primo cuginetto morto negli scorsi giorni (il secondo purtroppo è deceduto pochi minuti fa) sono stati celebrati dalla ditta di pompe funebri di proprietà di uno dei ragazzi che era sull’auto che ha investito i due ragazzini giovedì scorso. Ad alzare la voce, come riportato dai colleghi de Il Fatto Quotidiano, è stato Paolo Borrometi, giornalista siciliano che vive sotto scorta a seguito di alcune minacce e aggressioni da parte della mafia, che attraverso la propria pagina Facebook ha appunto pubblicato l’annuncio funebre, provando a sollevare il caso: “La follia nella follia. Fermate questo scempio – ha scritto sui social – intervenite per evitare che i funerali del piccolo Alessio D’Antonio possano essere fatti da un amico di chi lo ha ucciso”.

VITTORIA, POLEMICA PER I FUNERALI DI ALESSIO

E ancora: “Hanno affidato il funerale del piccolo bimbo, all’Agenzia funebre del delinquente Maurizio Cutello. Cutello era socio in affari con il capomafia Titta Ventura e con il figlio Angelo detto u checco e venne arrestato per questo. Lo stesso Angelo Ventura che è stato denunciato e che era nella macchina che ha ucciso il bimbo”. Secondo Borrometi era necessario intervenire e fare qualcosa per non profanare la memoria del piccolo Alessio: “Evitiamo – ha concluso – almeno questo scempio!”. I funerali si sono tenuti regolarmente stamane alle ore 10:30 presso la chiesa di San Giovanni Battista, celebrati dal vescovo di Ragusa Carmelo Cuttitta. Non si sa Borrometti sia riuscito nella sua battaglia ma la cosa certa è che la folla è accorsa numerosa per l’ultimo saluto al piccolo Alessio, proprio mentre veniva data la notizia della morte del suo cuginetto. Tanti i bambini, gli amici e i compagni di scuola accorsi presso la parrocchia di San Domenico Savio, dove tra l’altro i due cuginetti frequentavano il Grest, l’oratorio feriale.



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