Vittorio Zucconi morto dopo malattia/ Il ricordo di Fontana “giornalista corretto”

- Davide Giancristofaro Alberti

E’ morto Vittorio Zucconi dopo una lunga malattia: il ricordo del governatore lombardo Fontana “giornalista corretto”, le sue parole

Vittorio Zucconi
Vittorio Zucconi (Twitter)

Nelle ultime ore si sono susseguiti i messaggi di cordoglio dopo la notizia della morte del giornalista Vittorio Zucconi, sopraggiunta ieri, stroncato all’età di 74 anni dopo una lunga e grave malattia. Ad esprimersi con amarezza anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che, come riferisce AffariItaliani, ha dedicato un sincero pensiero all’inviato da Washington (dove viveva stabilmente da anni) per il quotidiano Repubblica asserendo. Fontana lo ha definito come un giornalista “Autorevole e professionalmente corretto”. Un cronista che ha saputo raccontare il mondo come pochi hanno finora saputo fare. “Non ha mai nascosto le proprie idee ma ha sempre rispettato quelle degli altri. Un giornalista che rimarrà nella nostra memoria anche come il narratore, da Mosca, della ‘Guerra Fredda’ prima, e dei fatti degli Stati Uniti poi”, ha proseguito il governatore lombardo Fontana. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL RICORDO DEL MILAN “UN GRANDE UOMO”

La morte di Vittorio Zucconi non ha commosso solo il mondo del giornalismo, ma anche quello dello sport. Questi infatti era un grandissimo tifoso del Milan e non lo aveva mai nascosto, anche se da uomo di grande classe lo aveva tirato fuori solo quando necessario. Il club rossonero, oggi impegnato nella sfida del Paolo Mazza di Ferrara contro la Spal, su Twitter specifica: “Vittorio Zucconi è stato un grande uomo di comunicazione e nella sua vita ha sempre avuto il Milan nel cuore. Con commozione ed affetto il Milan partecipa al lutto per la sua scomparsa”. Un messaggio che dimostra ancora una volta come il mondo del calcio sia sempre pronto a stringersi attorno anche a tifosi illustri in momenti come questi. Zucconi era davvero un grande uomo che aveva dimostrato con la sua personalità e la grande cultura momenti molto importanti del nostro paese. Il Milan intanto spera di potergli dedicare stasera una vittoria per conquistare una Champions League a cui come tutti i rossoneri anche Zucconi era molto legato. (agg. di Matteo Fantozzi)

BUFFONI, “SAPEVA TUTTO MA RESTAVA CURIOSO”

La notizia della morte del giornalista Vittorio Zucconi ha fatto registrato un’ondata di messaggi di cordoglio, principalmente da parte di suoi colleghi che si sono riversati sui social per esprimere la loro grande amarezza. Ma è anche tanta la gente comune che è rimasta spiazzata dalla triste notizia, così come molti esponenti del mondo politico. La sua scomparsa ha segnato la fine di un certo racconto giornalistico e grande cordoglio è stato espresso su Twitter anche da parte della SSC Napoli che si stringe attorno al dolore della famiglia Zucconi. Il Napoli ha così voluto esprimere il proprio cordoglio con un messaggio pubblicato nel primo pomeriggio attraverso il proprio account ufficiale: “Il Napoli è addolorato per la scomparsa di Vittorio Zucconi, grande giornalista”, si legge. A commentare la scomparsa del giornalista e penna di Repubblica anche Edoardo Buffoni, che con Zucconi ha condotto TgZero per nove anni: “Lavorare con lui era una continua sorpresa, non sapevi mai cosa poteva succedere”. “Era stato corrispondente da Bruxelles Tokyo, Mosca. Sapeva tutto di tutti, ma poteva fermare una persona per strada per sapere il segreto di una ricetta. Era sempre in ascolto. Abbiamo perso una parte importantissima della nostra famiglia”, ha aggiunto come riferisce il Messaggero Veneto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SUI SOCIAL NUMEROSI MESSAGGI D’ADDIO

Sono numerosi coloro che hanno voluto dedicare un pensiero a Vittorio Zucconi, una delle penne storiche di Repubblica, morto quest’oggi all’età di 74 anni dopo una lunga malattia. Su Twitter sono tantissimi i messaggi in onore del giornalista che ha lavorato per i migliori quotidiani d’Italia, a cominciare dal collega Gianni Riotta, che ha scritto: «Conoscevo @vittoriozucconi come un giocatore dell’Inter uno del Milan dopo tanti derby. Ci prendevamo in giro e scherzavamo. Parlavamo di famiglia prima che di lavoro. E a sua moglie e ai suoi familiari oggi il mio ricordo e affetto. Rip Vittorio senza te che derby è?». Molti sono gli esponenti del Partito Democratico che hanno cinguettato, come ad esempio Alessia Morani, deputata del Pd: «La scomparsa di Vittorio #Zucconi è una notizia terribile. Se ne va un grande uomo e giornalista. È davvero un dolore». Andrea Romano, deputato Dem, invece scrive: «Come usava l’ironia lui per smontare i troll, nessuno. Ci mancherà molto». E sempre del Pd fa parte la senatrice Valeria Fedeli: «Una perdita enorme per il giornalismo italiano e non solo. Colto, ironico, poliedrico, la voce e la penna di Vittorio #Zucconi mancherà moltissimo a tutte e tutti noi». Infine il pensiero di Giuseppe Smorto, collega in Repubblica: «Grazie Vittorio, grazie di tutto. Addio a Vittorio #Zucconi, l’uomo che viveva il giornalismo». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VITTORIO ZUCCONI MORTO DOPO UNA LUNGA MALATTIA

Ezio Mauro non poteva non ricordare oggi il grande collega, amico e giornalista Vittorio Zucconi, morto all’età di 74 anni nella sua casa di Washington dove si era trasferito stabilmente, dopo una lunga malattia. Mauro ricorda con estremo affetto la firma di Repubblica, definendolo una “forza della natura giornalistica”. La sua forza consisteva esattamente nell'”impeto del narrare, l’energia della raffigurazione, la potenza della costruzione”. Perchè Zucconi è stato un grande raccontatore del mondo e dei maggiori eventi per il quotidiano. “Viveva per raccontare. E attraverso il racconto, capiva e aiutava a capire, cioè muoveva il meccanismo dell’interpretazione e dell’analisi, che in lui sembrava nascere dai fatti, in un’informazione che era insieme grande cronaca, narrazione e commento”, spiega Enzo Mauro nel lungo articolo nel quale ha voluto commemorare il collega scomparso. Vittorio “viveva il giornalismo, non lo interpretava”, aggiunge ancora Mauro, che lo definisce uguale sia nella sfera privata che pubblica. Zucconi era molto geloso nel lavoro, ma anche estremamente empatico e capace di entrare in sintonia con il suo interlocutore. Nel suo passato di giornalista, direttori come Scalfari, Ronchey, Fattori, Nutrizio e Di Bella. Oggi, con la sua scomparsa, Mauro conclude: “Lui negherebbe, correggerebbe, sorriderebbe, come quando gli dicevamo che era il più bravo di tutti. Poi con la solita fame di giornale e con la malinconia della lontananza domanderebbe come sempre: cosa si dice in redazione? Oggi una cosa sola, Vittorio: che anche noi ti vogliamo bene, e il giornale piange senza di te”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ADDIO ALLA FIRMA DI REPUBBLICA

E’ morto Vittorio Zucconi. Lo storico giornalista italiano naturalizzato statunitense si è spento quest’oggi, 26 maggio 2019, all’età di 74 anni. Avrebbe dovuto compiere gli anni il prossimo 16 agosto, ma una malattia che lo aveva colpito tempo fa, se l’è portato via. Nell’ultimo anno le sue condizioni fisiche erano visibilmente peggiorate, e forse anche per questo aveva lasciato lo scorso mese di giugno, di questi tempi, la direzione giornalistica di Radio Capital. Sposato dal 1969 con Alisa Tibaldi, e padre di due figli, Chiara e Guido, Zucconi è morto nel giorno delle elezioni europee che lo stesso ha definito più volte attraverso il proprio profilo Twitter “eurobuffonata”. La sua posizione era in netto contrasto con il governo attuale composto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega e spesso e volentieri non faceva nulla per nasconderlo, come quando il 19 aprile cinguettò: «Questa europea fra Giggino e Felpino non è campagna elettorale, è un rissa apparente di bisbetici al mercatino per strapparsi le ultime ciabatte cinesi. Squallore contrattuale».

VITTORIO ZUCCONI È MORTO

Presenza costante e molto seguita sui social, l’ultimo suo messaggio risale a inizio mese, precisamente al 3 di maggio, l’ultimo “attacco” sottile al governo: «La manutenzione di strade e ponti – scriveva – è il primo sintomo del collasso di uno Stato». Giornalista di Repubblica ed ex direttore dello spazio web dell’omonima testata giornalistica, aveva lavorato anche al quotidiano La Stampa come corrispondente da Bruxelles e da Washington. Negli anni ’70, invece, lavorava come giornalista del Corriere della Sera, corrispondente da Mosca durante il periodo della Guerra Fredda. Zucconi era noto per la sua carriera impeccabile da giornalista ma anche per il suo attivismo in prima linea contro la pena di morte negli Stati Uniti. Numerosi i riconoscimenti giornalistici ricevuti negli anni, fra cui il “Saint Vincent”, il “Premiolino”, il “Trento”, il “Max David”, “L’Estense” e il “Lucchetta”. Ha ricevuto anche il Premio America nel 2015, conferitogli dalla Fondazione Italia Usa.

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