WHIRLPOOL/ La nuova scadenza per salvare i lavoratori di Napoli

- Giuseppe Sabella

Ieri è arrivata la notizia che ridà un po’ di speranza ai lavoratori della Whirlpool di Napoli. C’è tempo fino a marzo per trovare una soluzione

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Operai Whirlpool manifestano sotto la sede del Mise (Lapresse)

Dopo molta tensione e anche a seguito di momenti di grande sconcerto, ieri mattina è arrivata una notizia che ha riportato un po’ di tregua dentro il caso Whirlpool. La situazione resta però critica. Dopo l’incontro con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, Whirlpool Emea ha comunicato di essere pronta a ritirare la procedura di trasferimento del ramo d’azienda, a non procedere con il licenziamento collettivo dei dipendenti di Napoli e a continuare la produzione delle lavatrici. La decisione è stata presa con l’obiettivo di “ripristinare un clima costruttivo” – così dice la nota dell’azienda – perché le attuali tensioni sono “controproducenti” nella ricerca di una exit strategy “a fronte di una situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine”. Nei prossimi giorni ripartirà il tavolo di confronto con tutte le Parti coinvolte.

Evidentemente l’incontro col Ministro Patuanelli ha prodotto qualcosa di buono visto che la procedura di cessione è stata rinviata a marzo 2020. Non c’è ancora la soluzione, ma c’è tempo per trovarla. Fonti vicine all’azienda fanno tuttavia sapere che la cessione, al momento ritirata, non è esclusa. Va anche detto che, a questo punto, vi sono 5 mesi per trovare un eventuale acquirente che dia più garanzie di PRS. Ma non è nemmeno escluso che il tavolo con Governo e Parti sociali produca qualcosa di interessante anche per l’azienda.

La multinazionale americana vuole riorganizzarsi a fronte di un investimento sbagliato: l’acquisizione di Indesit si è rivelata problematica, Whirlpool non ha trovato un mercato capace di assorbire la sua nuova gamma di prodotto. Vedremo ora se e a quale accordo giungeranno Governo, azienda e Parti sociali considerato che Whirlpool in Italia ha circa 6.000 dipendenti e che, a parte lo stabilimento di Biandronno (VA), in tutti gli altri – Carinaro (CE), Fabriano (AN), Comunanza (AP), Siena e Napoli – non si lavora a pieno regime ma con contratti di solidarietà.

A ogni modo, resta confermata per oggi la manifestazione a Napoli e lo sciopero generale dei metalmeccanici. Auguriamoci nel frattempo che il Mise inizi ad affrontare con decisione il capitolo delle crisi aziendali: restano sempre aperti 150 tavoli tra cui, oltre a Whirlpool, anche Alitalia, Ilva, Embraco, Pernigotti, IIA, Mercatone Uno, Comital, ecc. E non si tratta di un grande primato.

A proposito, ieri al Mise si è rivisto il dott. Giampiero Castano, non a capo della celebre task force che a suo tempo ha gestito le crisi aziendali ma a fianco della Dema, azienda del settore aeronautico che ha aperto una vertenza per un licenziamento collettivo di oltre 200 lavoratori. Anche questo un segno del tempo che cambia.

Twitter: @sabella_thinkin

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