WHIRLPOOL “STOP CESSIONE AZIENDA”/ Video, Provenzano: “Soddisfazione per Napoli”

- Niccolò Magnani

Whirlpool, stop alla cessione dell’azienda: video annuncio di Patuanelli. Numerose le reazioni positive alla notizia

Trattativa Whirlpool
Whirlpool: trattativa Conte, Patuanelli e vertici azienda (LaPresse, 2019)
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Numerose e positive le reazioni in merito notizia che la Whirlpool di Napoli non verrà ceduta, dopo che il governo ha trovato la quadra. Il ministro per il sud, Giuseppe Provenzano, ha fatto sapere attraverso Twitter: “Un’ottima notizia da Patuanelli, la Whirlpool ritira i licenziamenti a Aapoli. Soddisfazione per i lavoratori e una città che uniti hanno lottato e ottenuto il risultato. Ora lavoriamo insieme a garantire un futuro allo stabilimento. Noi ci siamo. Il lavoro è dignità”. Così invece il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, sempre attraverso il noto social network: “Esprimo la mia profonda soddisfazione e gioia nell’apprendere l’intenzione della Whirlpool di rivedere le proprie posizioni sullo stabilimento do Napoli.La tenacia dei lavoratori e della città ha vinto!”. Soddisfatta anche la leader della Cisl, Annamaria Furlan, che a margine di un incontro in corso a Roma, ha espresso la sua felicità dicendo: “Una notizia molto positiva l’annuncio della società di sospendere la cessione dello stabilimento di Napoli. C’è ancora tempo per un buon progetto perché l’azienda deve rimanere a Napoli”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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WHIRLPOOL ARRIVA IL DIETROFRONT: L’AZIENDA NON SI VENDE

Dietrofront a suo modo clamoroso: il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha annunciato poco che la Whirlpool di Napoli non è più in vendita, dopo una trattativa e uno scontro durato per mesi: «Voglio rivolgermi direttamente ai lavoratori Whirlpool di Napoli per dar loro una buona notizia: in queste ore, l’azienda mi ha comunicato la volontà di ritirare la procedura di cessione». Con un video su Facebook il titolare del Mise fa sobbalzare gli operai dell’azienda con sito a Napoli che secondo l’ultimo strappo avvenuto proprio tra i vertici Whirlpool e il Governo lo scorso 16 ottobre, avrebbe dovuto portare alla chiusura totale dal 1 novembre 2019. E invece la procedura della cessione del sito di Via Argine, alla vigilia della maxi manifestazione indetta dai sindacati proprio contro la vertenza Whirlpool (domani a Napoli, ndr), viene stoppata del tutto. «È un risultato – prosegue Patuanelli sui social – che abbiamo ottenuto grazie all’impegno, alla compatezza dei lavoratori e alla loro manifesta volontà di voler lavorare in quello stabilimento. Su questa vertenza il Governo ci ha messo la faccia e abbiamo ottenuto un importante risultato».

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COSA CAMBIA ORA CON LO STOP DI WHIRLPOOL ALLA CESSIONE?

Secondo quanto riportato dal Ministro grillino Patuanelli, ora ci sono le condizioni per potersi sedere al tavolo con le parti sociali e provare a trovare quella soluzione industriale e collettiva «anche con un impegno del Governo per lo stabilimento. Era un primo passo fondamentale, altrimenti la procedura di cessione avrebbe comportato o la cessione a un’altra attività industriale, che era difficile da accettare, o a una procedura di licenziamento collettivo». In una breve nota è la stessa Whirlpool in mattinata ad annunciare che la produzione a Napoli verrà prolungata e non vi sarà una chiusura totale dal 1 novembre prossimo: «decisione per lavorare ad una soluzione condivisa. L’azienda non avvierà la procedura di licenziamento collettivo, con l’obiettivo di rilanciare un dialogo costruttivo». Non solo, si legge ancora nella nota che la Whirlpool Emea è convinta di poter costruire con il Ministro Patuanelli e con le parti sociali una vertenza con sviluppi positivi: «con maggior tempo a disposizione – conclude la nota – si può ristabilire un dialogo costruttivo e raggiungere una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile nel lungo termine allo stabilimento di Napoli e ai suoi 400 dipendenti.  Alla luce di questo nuovo e importante sviluppo, nei prossimi giorni ripartirà il tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte».



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