Yara, Cassazione accoglie ricorso Bossetti/ “Reperti dimostreranno che non ho ucciso”

- Emanuela Longo

Caso Yara Gambirasio: si riaccendono le speranze per Massimo Bossetti dopo decisione della Cassazione. L’uomo intenzionato a dimostrare sua innocenza

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti, Quarto Grado

Il caso di Yara Gambirasio sarà al centro della nuova puntata di oggi di Quarto Grado, la trasmissione di Rete 4 in onda in prima serata. I riflettori si riaccendono su una annosa richiesta da parte della difesa di Massimo Bossetti, l’uomo condannato all’ergastolo in via definitiva in quanto ritenuto in tutti e tre i gradi di giudizio come il solo responsabile dell’uccisione della 13enne di Brembate, trovata senza vita il 26 febbraio 2011, tre mesi dopo la sua misteriosa scomparsa.

Negli ultimi giorni è avvenuto un colpo di scena che ha portato a riaccendere le speranze in Massimo Bossetti, muratore di Mapello, e nella sua difesa che ha sempre sostenuto, dal giorno del suo arresto, la sua tesi di presunta innocenza. Per la prima volta dopo la condanna, la Corte di Cassazione ha accolto le richiesta avanzate dalla difesa dell’uomo. I giudici hanno annullato con rinvio le ordinanze con cui la Corte d’Assise di Bergamo aveva respinto come inammissibile le richiesta degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini di accedere ai reperti dell’omicidio. Cosa accadrà adesso?

YARA, CASSAZIONE ACCOGLIE RICORSO BOSSETTI: SÌ AD ACCESSO REPERTI

Il passo successivo sarà il ritorno a Bergamo dove altri giudici si pronunceranno sulla possibilità che la difesa di Massimo Bossetti, l’uomo che per la giustizia italiana è l’assassino di Yara Gambirasio, possa accedere ai reperti. Come spiega La Stampa, si parla nel dettaglio di 54 campioni di Dna e degli abiti della vittima 13enne. Proprio gli elementi, in particolare il Dna, sui quali si è basata la condanna all’ergastolo di Bossetti, attualmente detenuto nel carcere di Bollate. Un passaggio fondamentale che riaccende le speranze dell’uomo il quale non ha mai smesso di urlare la sua innocenza e che ora confida in una revisione del processo. E’ proprio per questo motivo che i legali dell’uomo sono a caccia di nuovi elementi al fine di chiedere la revisione del processo che si è chiuso definitivamente nel 2018. Dopo la decisione della Corte Suprema, l’Adnkronos ha riportato le prime parole a caldo di Bossetti confidate all’avvocato Salvagni: “Non ho mai perso la speranza, sono sempre stato convinto che la giustizia mi darà ragione. Credevo che già i giudici dell’appello ci avessero concesso la perizia sul Dna, con la decisione della Cassazione ora potremo analizzare quei campioni genetici che dimostreranno che io non ho ucciso Yara”.

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