Zoff: “Dopo vittoria andavo in discoteca”/ “Con Capello uscimmo all’alba, vergogna!”

- Chiara Ferrara

Dino Zoff racconta i successi da calciatore: “Dopo una vittoria in campionato si andava in discoteca, quella volta con Fabio Capello…”

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Dino Zoff (Facebook)

Dino Zoff, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha parlato del suo passato da calciatore e, in particolare, di una fotografia scattata negli anni Settanta, in cui mostra le sue dosi da ballerino in discoteca: “Festeggiavamo uno scudetto e non mi tiravo indietro. Ma a quei tempi si andava a ballare solo dopo una vittoria del campionato, mica tutte le sere. Era una cosa straordinaria. E si faceva tardissimo, si tornava a casa all’alba. Ricordo la vergogna mia e di Capello, una volta che siamo usciti da un locale quando la gente andava a lavorare”. E, in risposta a coloro che lo hanno dipinto come solitario e schivo, precisa: “Quando c’è da festeggiare qualcosa di importante si fa, basta non farlo sempre, sennò perde tutto di senso, anche la festa”.

Quando vinse il Mondiale del 1982 in Spagna, tuttavia, preferì rimanere in stanza con Gaetano Scirea, piuttosto che andare in discoteca: “Verissimo. Avevo già quarant’anni e sapevo che non sarebbe stato possibile rivincere un Mondiale. Era un momento da santificare, più che da ballare”.

Zoff: “Dopo vittoria andavo in discoteca”. Il pronostico sull’Italia di oggi

Dino Zoff, oltre a ricordare le sue vittorie con l’Italia, ha parlato anche del Mondiale in Qatar imminente, a cui gli azzurri del c.t. Roberto Mancini non sanno ancora se potranno partecipare. L’ex calciatore ha ammesso che uno dei regali di compleanno (il prossimo 28 febbraio compirà 80 anni) che desidera è proprio la qualificazione. “Ne vorrei due. Personalmente, solo la salute. Nella vita ho avuto tanto, più di quello che potevo sognare. L’altro me lo deve fare la Nazionale: dobbiamo andare al Mondiale, siamo l’Italia”, ha detto al Corriere della Sera.

Il pronostico, ad ogni modo, è scritto: “Io ci credo. Non sarà semplice ma ce la possiamo fare. Dobbiamo crederci. Ecco perché servono positività, ottimismo, spirito. Innanzitutto dobbiamo ricordare a noi stessi che siamo campioni d’Europa. Quella coppa l’abbiamo vinta con merito, non ce l’hanno regalata. Vi ricordate Wembley? Sembravamo spacciati, poi abbiamo vinto”, ha concluso.







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