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CINEMA/ Il ricordo di Gigi Reder: il ragionier Filini spalla di Fantozzi

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«In ogni agglomerato umano c’è sempre la figura funesta dell’organizzatore di manifestazioni ricreative. Nella società di Fantozzi era certo Filini, ovviamente dell’ufficio sinistri». Così viene introdotto nel primo e celebre “Fantozzi” il personaggio che ha reso famoso ai più Gigi Reder, l’attore nato a Napoli (ma di origini tedesche) il 1928, e scomparso dieci anni fa (proprio l'8 ottobre) a Roma.

 

L’amico e collega Paolo Villaggio usò queste parole per ricordarlo: «Muore una parte della mia vita. Era un grande attore che aveva recitato anche con Fellini ma la gente ormai lo identificava col suo personaggio. Tutti quelli che mi hanno chiamato mi hanno detto: è morto Filini. Con me era come Peppino de Filippo con Totò: spesso faceva ridere più di me».

 

E in effetti chi non ricorda il suo personaggio caratterizzato da un paio di occhiali “a fondo di bottiglia” e che faceva “tremare” il suo collega Fantozzi con le sue proposte più strampalate?

 

Ma Gigi Reder era anche più di Filini. La sua carriera inizia alla radio, per trasferirsi poi al teatro (in compagnie importanti capitanate da colossi quali Peppino De Filippo, Turi Ferro, Mario Scaccia e Giorgio Albertazzi), culminando, all’inizio degli anni Cinquanta nelle sale cinematografiche.

 

Nella sua carriera quasi cinquantennale ha partecipato a circa 60 film, spesso con interpretazioni di notevole spessore (vanno ricordate le partecipazioni a film di Fellini, Germi, Bevilacqua e Comencini).

 

Salutiamo e ricordiamo Gigi Reder con le sue famose parole: «Vadi ragionere! Vadi!».

 

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