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GIORNALI/ Forattini: in Italia non c'è un regime, ma una sinistra che querela la satira

Con una eloquente vignetta, pubblicata da Panorama venerdì, GIORGIO FORATTINI ha espresso, senza lasciare spazio a fraintendimenti, il suo “ironico” dissenso sulla manifestazione di Roma per la libertà di stampa. Lo abbiamo raggiunto per discutere dello stato di salute dell’informazione e della satira in Italia

Forattini_R375.jpg (Foto)

“Viva la libbertà di informazzione”, dietro lo striscione, tra falci e martello, cartelli inneggianti a Piazzale Loreto e alla D’Addario uno stralunato Franceschini, lo scheletro di Fassino e il compagno Stalin. Di Pietro e D’Alema indossano uniformi da gerarca fascista, mentre, sullo sfondo, Berlusconi veste i panni di Mussolini appeso a testa in giù. Con questa vignetta, pubblicata da Panorama venerdì, Forattini ha espresso, senza lasciare spazio a fraintendimenti, tutto il suo “ironico” dissenso sulla manifestazione di Roma per la libertà di stampa. Lo abbiamo raggiunto per discutere dello stato di salute dell’informazione e della satira in Italia.

Forattini, non è stato leggero con gli organizzatori della manifestazione, non le pare?

Quella vignetta riassume il mio pensiero sull’argomento. In Italia non c’è un regime come vogliono farci credere certi signori, questo è il Paese più libero del mondo. Tirare in ballo la libertà di stampa per cercare di abbattere un governo mi è sembrato ridicolo. Chi urla, invece, fa parte di un regime ideale che vorrebbe venisse instaurato in Italia.
In piazza avrei dovuto scendere io con un cartello per la libertà di satira, non i miei persecutori (alcuni politici) o chi non mi ha mai difeso (l’Ordine dei giornalisti).

Ma nella sua lunga carriera di vignettista non ha sempre potuto ridicolizzare i politici e i partiti senza alcun problema?

Guardi, la mia carriera è disseminata di querele, ricevute dai politici della sinistra, sulla base, tra l’altro, del codice Rocco, il codice fascista sulla libertà d’informazione a mezzo stampa. La legge che condannava al confino i dissidenti di Mussolini, per intenderci. Una cosa senza senso perché la satira va al di là dell’informazione, non dico che abbia una libertà maggiore, ma non dovrebbe essere regolata da nessun articolo di legge o di codice.

Si spieghi meglio…

Per intenderci, se un giornalista dà del ladro a un politico deve dimostrarlo, altrimenti incorre nel codice penale, se invece un vignettista disegna quel politico con il sacco della refurtiva non deve dimostrare un bel niente: la satira è un’altra cosa. È quello che D’Alema non capì nel ’99. Mi querelò chiedendomi 3 miliardi per la mia famosa vignetta, uscita su Repubblica, nella quale era intento a ripulire con il bianchetto i nomi del dossier Mitrokhin. Ai tempi era Presidente del Consiglio ed era scoppiato il famoso scandalo sui politici, ambasciatori e giornalisti che per anni erano stati a libro paga dell’Unione Sovietica, ma in Italia quei nomi non uscivano mai.

E lei cosa fece dopo quella querela?


Avrei dovuto querelarlo a mia volta per “tentato omicidio” perchè chiedere 3 miliardi delle vecchie lire a un vignettista voleva dire farlo morire. Invece chiamai il direttore, Ezio Mauro, e gli dissi: “Buonasera, non mi difendete, me ne vado, arrivederci e grazie”. Così, senza chiedere niente, lasciai il giornale di cui sono uno dei fondatori.
Un caso singolare: penso di essere l’unico al mondo a essere stato querelato per satira, senza che la querela abbia colpito né il quotidiano che l’aveva pubblicata, né l’editore.

Poi però D’Alema la ritirò?


COMMENTI
05/10/2009 - libertà di stampa (roberto fantechi)

suvvia con queste querele! adesso si misurano al chilogrammo, quanti etti a destra e quanti etti a sinistra........ se in italia l'informazione tv è quasi tutta del premier (salvo per adesso il tg3) e se più del 70% degli italiani apprende le notizie attraverso questo medium, si dovrebbe parlare di libertà di informazione che è in grave pericolo; se poi si aggiunge che, tolti i giornali sportivi e quelli "favorevoli" allo stesso premier, ditemi voi cosa rimane in cifre di lettori che godono di questa millantata libertà (berlusconi, a parte le querele ben piazzate, è impagabile ed insuperabile quando dice che abbiamo la stampa più libera dell'occidente, badate non l'informazione agli utilizzatori finali; ma quanto siamo fortunati noi quattro gatti che la leggiamo!) saluti

 
05/10/2009 - tutti fascisti ....... tranne noi (LUCIANO VIGEVANO)

Grandissimo articolo - purtroppo le sinistre si sono sempre arrogate l'esclusiva di giudizio obiettivo e tutti coloro che non sono d'accordo con loro ...........