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Cronaca

PAPA/ Contro gli scandali Benedetto prepara la "rivoluzione" dei maestri e dei santi

Commentando la lettera di Julián Carrón su Repubblica, MASSIMO INTROVIGNE dice che i guai della Chiesa dipendono anche da una “IV rivoluzione” subìta e non capita. Ma il papa sa che cosa fare

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La lettera di Carrón ci ricorda che i preti pedofili esistono. A molti di noi piacerebbe che si trattasse solo di un brutto sogno, o di calunnie della stampa laicista. Non è quello che scrive Carrón, e non è quello che c’insegna il papa. Nella magnifica Lettera ai cattolici dell’Irlanda del 19 marzo 2010 Benedetto XVI denuncia con voce fortissima i «crimini abnormi», «la vergogna e disonore», la violazione della dignità delle vittime, il colpo inferto alla Chiesa «a un punto tale cui non erano giunti neppure secoli di persecuzione». A nome della Chiesa «esprime apertamente la vergogna e il rimorso».

Certo, il papa affronta il problema dal punto di vista del diritto canonico ribadendo con forza che è stata la sua «mancata applicazione», da parte talora anche di vescovi, non le sue norme come una certa stampa laicista pretenderebbe, a causare la «vergogna». Certo, il papa fa cenno al fatto che il problema della pedofilia non tocca soltanto - e neppure principalmente - i sacerdoti, così che non è senza malizia che certi media concentrano il loro fuoco sulla Chiesa e sul pontefice. Ma il papa, come Carrón, si pone ultimamente su un piano diverso. Parla della vita spirituale dei sacerdoti, la cui trascuratezza è alle radici del problema e cui chiede di ritornare attraverso l’adorazione eucaristica, le missioni, la pratica frequente della confessione. E il ritorno a Cristo non è solo per i preti: è per tutti noi.

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COMMENTI
12/04/2010 - Benedetto non è solo! (claudia mazzola)

Nella mia parrocchia di Cappuccini esistono umili maestri. Ogni volta che ci vado resto a bocca aperta nel guardarli comunicare il Vangelo e nell'insegnarci il bene, parlano sempre del Papa con amore. Non è una rivoluzione di eroi, è santità!