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IL CASO/ Come ci ricorda Eugenio Montale, siamo molto di più del nostro Dna

Per CARLO BELLIENI, “le nostre cellule sono tutte diverse pur avendo tutte lo stesso DNA. Per questo la manipolazione genetica continua a preoccupare: non sappiamo che cosa attiviamo”

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Esiste una rivista scientifica intitolata “Epigenetics”. E’ la nuova frontiera della medicina, assieme alla metabolomica di cui parleremo altrove. L’epigenetica è la serie di meccanismi cellulari che coordina il modo in cui il DNA (la genetica) si esprime. Insomma, il DNA da solo serve a poco, senza una struttura che lo fa parlare, di cui conosciamo ancora poco e che mostra (come fa un bel documentario della BBC intitolato “The ghost in our genes”) che il dogma che “tutto è scritto nel DNA” è semplicemente falso. Ai fan del determinismo non sarà perciò andato giù che Repubblicaabbia dedicato un paio di importanti articoli all’epigenetica. Perché c’è ancora chi pensa che “noi siamo quello che è scritto nei geni”, soprattutto chi vorrebbe sostituirsi a Dio e trovare “il mistero della vita”. Non gli sarà piaciuto perché ancora pensano che “decifrare il DNA è decifrare la vita”, con possibili derive eugenetiche e deterministe (DNA errato = persona errata).

 

Uscire da questo coro, è ancora un fatto raro, perché in tutte le scuole si continua a magnificare la “lotta per la sopravvivenza” come unica via di evoluzione della vita e il DNA come unico linguaggio della vita stessa e di questa supposta lotta. Ma in biologia la parola “unico” non esiste: aver mappato il DNA è un passo importante per la scienza e di grande soddisfazione per tutti noi, ma è servito davvero a poco, per quanto invece se ne attendeva; e anche aver ricostruito in laboratorio un filamento di DNA poi inserito in un batterio al posto di quello naturale è un bel passo avanti scientifico, ma ancora avvolto nel mistero.

 

Perché il DNA da sé non funziona: serve tutta una struttura che lo “accordi” e lo faccia “suonare” e questa struttura è dentro le nostre cellule ma non la conosciamo: per ora l’abbiamo intravista, le abbiamo dato un nome (epigenetica, appunto) ma non ne sappiamo nulla tranne che funziona bene e agisce tramite l’azione di gruppi metilici sul DNA che “zittano” o “fanno parlare” i geni che al bisogno occorre che parlino o stiano zitti. Ecco perché le nostre cellule sono tutte diverse pur avendo tutte lo stesso DNA. Ed ecco perché continuiamo ad essere preoccupati per ogni tipo di manipolazione genetica: non sappiamo cosa attiviamo!