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DIGIUNO PER LA SIRIA/ L'appello di Francesco al desiderio di bene che ognuno possiede

Pubblicazione:sabato 7 settembre 2013

Piazza San Pietro (Infophoto) Piazza San Pietro (Infophoto)

Ci sarà anche chi scenderà a 20 metri sotto terra, a pregare, dove 70 anni fa si addensavano la paura e le lacrime di altre generazioni e di un’altra guerra. L’Italia e il mondo alle 19,00 in punto di oggi sospenderanno gli affanni per mettersi in ginocchio e supplicare il Cielo. Affinché impedisca un altro massacro. Convocati da quel geniaccio di Francesco, papa dal rosario in mano e lo sguardo in alto. A Campo Tizzoro, sull’appennino pistoiese, si è pensato di dir messa nel rifugio antiaereo costruito durante la seconda guerra mondiale. Tre chilometri di gallerie e cunicoli, sotto gli stabilimenti della Smi, la Società Metallurgica Italiana, dove negli anni 30 si costruivano cartucce, destinate a straziare milioni di corpi.

Nel 1937, la fabbrica era uno degli obiettivi militari strategici, per intenderci uno di quei luoghi segnati con un x che Obama tenterebbe di far fuori con un’operazione chirurgica. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, voleva dire pane per oltre 6mila persone, gli operai e gli abitanti di Campo Tizzoro. Un borgo spuntato intorno allo stabilimento, con chiesa e scuola. Quando le cose si misero male, fu costruito il rifugio, nove pozzi, coperti con altrettante cupole in cemento armato, scale elicoidali e chiusure stagne in caso di attacchi con gas tossici, con tanto di impianto di ricambio e bonifica dell’aria. Sotto la vita tremante di uomini e donne, e persino neonati, gente che conosceva la guerra e il suo carico di dolore. Gli ingegneri che progettarono il sistema di gallerie, pensarono anche ad una cappella. Pregare non fa male, e soprattutto è indispensabile per chi gioca a nascondino con la morte.

Mons. Bianchi, pastore di Pistoia, che di nome fa Mansueto, ha deciso di trascinare un gruppo del suo gregge giù per le scale, con un bel po’ di terreno sopra la testa, non tanto per giocare con la suggestione del luogo, ma per far vivere un’esperienza. "Credo che sia importante mettere le persone in contatto con una realtà vissuta da altre generazioni, non solo nel tempo, ma anche nella geografia dei conflitti. C’è la Siria, ma anche altri luogi nel mondo dove ancora oggi si piange  e si muore per la violenza di conflitti sanguinosi" ha detto il vescovo Mansueto. "In se stesso Campo Tizzoro è un luogo della memoria, ma è anche il posto dove far toccare con mano cosa vivono altri poi non così lontani da noi". L’operazione non è pedagogica, attenzione, ma strategica. Mons. Bianchi, come molti altri pastori italiani, sulla scia di Francesco è convinto che "la preghiera è una forza misteriosa e realissima del cuore", il modo per fare appello "alla volontà del Signore ma anche alle coscienza degli uomini, al desiderio di bene che ciascuno possiede". 


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