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San Valentino-Cirillo e Metodio/ Quella strana amicizia

Pubblicazione:venerdì 14 febbraio 2014

La catacomba si San Valentino La catacomba si San Valentino

Sono tornato dal giro quotidiano alle famiglie della parrocchia. Ho incontrato una giovane coppia nuova: lui si chiama Valentino, lei Francesca. La benedizione e l’augurio sono stati doppi o forse di più, perché domani è san Valentino e Papa Francesco incontrerà in piazza San Pietro un numero imprevisto di fidanzati. I miei due nuovi amici abitano in parrocchia da tre mesi e ‘naturalmente’ convivono. In modo altrettanto naturale li invito al ‘Percorso’ per fidanzati, che inizia giusto in parrocchia la prossima settimana. Mi rispondono subito che verranno volentieri. E’ sorprendente un’adesione così pronta, senza diffidenze e senza difficoltà, come accade quando a una svolta di strada, incontrando un amico, ci si ferma a salutarlo. L’onda della spontaneità sembra essere ormai una regola di vita, e meno male che questa volta è capitata l’occasione di dire un sì buono. San Valentino ridesta attenzione e curiosità: l’innamoramento, che vive di spontaneità, può diventare amore nel senso di dono totale di sé, consacrato nel sacramento del matrimonio, così come il nostro santo l’ha vissuto nella dedizione del ministero episcopale e nel martirio. Solo la totalità è la misura sufficiente dell’amore.
San Valentino non è affatto in contraddizione con i due fratelli che in questo giorno gli fanno compagnia nel calendario, i santi Cirillo e Metodio, che più di mille anni fa hanno evangelizzato il mondo slavo, e hanno inventato un nuovo alfabeto per parlare e scrivere a tutta la gente. Nel foglietto settimanale di domenica scorsa segnalavo che i tre santi festeggiati nello stesso giorno manifestano due grandi amori: quello tra uomo e donna e quello a un intero popolo; l’amore manifestato dai due fratelli Cirillo e Metodio appare quasi l’estensione dell’amore di San Valentino: dalla famiglia al popolo, dalla casa alla patria. Si può vivere solo per amore, un amore che costruisce la casa e la nazione, un amore così grande che implica tutta la vita, tutto il cuore e tutta l’anima; non si ferma al volto dell’amata ma rimbalza negli spazi della vita e percorre le strade del mondo. Sento dire che qualsiasi rapporto tra persone va bene, purché ci sia amore, che è l’unica misura di tutto. Ma cos’è amore? Un amore corto non basta a vivere, il fremito di una passione provvisoria si ripiega su di sé come Narciso e provoca tristezza. Solo la paziente dedizione costruisce una felicità robusta e chiara, diventa accoglienza e costruzione. Chissà cosa dirà Papa Francesco ai fidanzati nel giorno di San Valentino. Chissà come Cirillo e Metodio pregheranno insieme con San Benedetto perché questa nostra Europa non decada nella fragilità di rapporti corti e fragili. Occorre dunque che tutti i santi che hanno amato con pienezza di vita si mettano insieme a insegnarci quanto è grande l’amore.    



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COMMENTI
16/02/2014 - L'amore (luisella martin)

I santi, tutti i santi, ci hanno mostrato una scheggia dell'amore di Dio. Anche molte coppie ci mostrano una piccola immagine della Trinità. Il problema sorge quando i preti fanno una graduatoria dell'amore mettendo al primo posto l'amore verso Dio. Se infatti é vero che l'amore di Dio per noi é incommensurabile, l'amore umano verso Dio si manifesta solo attraverso l'amore che portiamo ai fratelli, siano essi mogli, mariti, figli, genitori, confratelli... Solo confrontandolo con quello descritto da Paolo: non si vanta, non manca di rispetto, tutto spera ... possiamo chiamare amore il nostro amore terreno. Il Papa ci ha ricordato con simpatica dolcezza che c'é un solo amore per tutti, anche per gli atei, ed é l'amore cristiano!