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PAPA/ Il rabbino capo di Roma: Francesco dà un'idea pericolosa degli ebrei

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In una intervista rilasciata al settimanale L'Espresso, il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, appare molto critico nei fronti di papa Francesco. Parole inaspettate, dopo che ormai da molto tempo fra comunità ebraica italiana e Vaticano si erano stabiliti ottimi rapporti, grazie anche alle visite alla sinagoga di Roma di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Per Di Segni invece Bergoglio dà un'idea sbagliata e "pericolosa" dell'ebraismo: "Ripropone l’idea che, con l’arrivo di Gesù, il Dio dell’Antico Testamento è cambiato: prima era severo e vendicativo, poi è diventato il Dio dell’amore. Quindi gli ebrei sono giustizialisti e i cristiani buoni e misericordiosi. È un’aberrazione teologica molto antica, che è rimasta una sorta di malattia infantile del cristianesimo". Francesco, dice ancora, è un papa interessante con cui si può dialogare, ma il su uso continuo del termine farisei, spiega, "con una connotazione negativa può rinforzare il pregiudizio in un pubblico non preparato". Secondo quanto riporta il giornale, il rabbino lo avrebbe anche detto di persona al papa il quale gli avrebbe risposto: "Capisco benissimo, io sono gesuita e anche la parola gesuita fa un brutto effetto". Secondo Di Segni il papa "adesso ci sta più attento".



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