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SANT'ALFIO/ Santo del giorno, il 10 maggio si celebra sant’Alfio

Sant'Alfio, è il santo che viene celebrato nella giornata di oggi, martedì 10 maggio, dalla chiesa cattolica. Nasce a Vaste nel III sec. d. C ed è considerato il patrono dei muti 

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SAN T’ALFIO, SANTO DEL GIORNO: IL 10 MAGGIO SI CELEBRA SANT’ALFIO - Ogni anno, il 10 maggio la Chiesa Cattolica ricorda la memoria di sant'Alfio, fratello gemello di Cirino e Filadelfo. La storia vuole che i tre fratelli fossero figli di Vitale d Benedetta, due patrizi di fede cristiana che li fecero crescere nell'amore di Dio. Sant'Alfio nacque a Vaste nel III sec. d. C. ed in questo periodo conobbe la crudeltà delle persecuzioni ordinate dall'imperatore Decio. A riguardo si narra che l'imperatore Decio nel 250 emanò un editto in forza del quale ogni persona soggetta al suo potere avrebbe dovuto effettuare un sacrificio alle divinità romane. Coloro che si fossero rifiutati a tale ordine sarebbero stati giudicati per il loro rifiutò di sottomettersi all'autorità dell'imperatore romano, e quindi avrebbero trovato la condanna a morte. Sant'Alfio ed i suoi fratelli ignorarono l'ordine e continuarono a professare la religione cristiana, a cui i genitori li avevano avvicinati. Così, nel 251, un plotone di soldati romani fece irruzione a Vaste, nella casa di Vitale e Benedetta e catturarono i tre figli. In un primo momento i tre furono condotti davanti a Nigellione, il delegato dall'imperatore per l'Italia meridionale. Nigellione li interrogò e cercò di farli cedere al volere. Davanti alle loro resistenze, Nigellione decise di farli a trasferire a Roma dove, lontano da casa, si sperava avessero ceduto alle richieste dell'imperatore. Qui furono interrogati dal prefetto Licinio che cercò di trovare un compromesso. Ancora una volta, però, i tre fratelli restarono fermi nelle loro convinzioni. Licinio non volle usare violenza contro di loro, poiché erano gli esponenti di una delle famiglie più stimate dell'impero, e per questo ne ordinò il trasferimento prima a Pozzuoli e successivamente in Sicilia. Qui furono trasferiti a Lentini ed affidati ad un vicario di nome Alessandro, che avrebbe dovuto impedire che i tre continuassero a professare la loro fede. Ma fu proprio in Sicilia che accadde il primo miracolo di sant'Alfio. Si narra che a Lentini vivesse una donna benestante, colpita da una paralisi alle gambe. La donna si chiamava Tecla e, grazie alla sua parentela con Alessandro, riuscì ad incontrare i tre fratelli, che le promisero che avrebbero pregato per la sua guarigione. Si racconta che durante la notte Tecla avesse visto l'apostolo Andrea che la informava della sua guarigione grazie all'intercessione di Sant'Alfio ed i a suoi fratelli. La donna si svegliò guarita, e non smise mai di assistere i tre fratelli. Purtroppo, però, poté dimostrare la sua riconoscenza per poco tempo poiché subito dopo il governatore di Lentini emanò la sua sentenza, condannando a morte i tre fratelli. A sant'Alfio fu strappata la lingua, e per questo viene considerato il patrono dei muti, Cirino fu immerso in una caldaia di olio bollente e Filadelfo fu bruciato su una graticola. Dopo la loro esecuzione i tre corpi furono gettati in un pozzo poco lontano da casa di Tecla. Questa, ormai convertitasi alla religione cristiana, li prelevò durante la notte e gli assicurò una degna sepoltura. 

Ancora oggi il culto di sant'Alfio è fortemente sentito, sopratutto in Sicilia, dove il suo nome è ricondotto alla nascita della Chiesa lentinese, che fu in seguito elevata a sede vescovile. 
Del resto, si racconta che il primo vescovo della chiesa lentinese fu un certo Neofito, nuovo nome del Vicario Alessandro che, dopo l'episodio della cugina Tecla, decise di convertirsi al Cristianesimo. 

I SANTI E I BEATI DEL 10 MAGGIO - Nello stesso giorno la Chiesa ricorda la memoria di sant' Amalario Fortunato di Treviri, Beato Antonio da Norcia, Beata Beatrice I d'Este, San Calepodio, San Cataldo di Rachau, San Cirino, San Comgall, San Dioscoride di Smirne, Beato Enrico Rebuschini, San Filadelfo, San Frodoino, San Giobbe, San Giovanni d'Avila.

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