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LETTURE/ Elizabeth Anscombe, passione umana per il vero

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Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe (1919-2001) (Immagine d'archivio)  Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe (1919-2001) (Immagine d'archivio)

Il volume G.E.M. Anscombe. The Dragon Lady, Cantagalli 2013, opera della giovane studiosa di filosofia Elisa Grimi, costituisce la prima introduzione in lingua italiana alla vita e al pensiero di Elizabeth Anscombe. Vale la pena prendere spunto da questa pubblicazione fresca di stampa per sottolineare innanzitutto l'importanza di questa notevolissima filosofa del Novecento ancora poco nota in Italia. 

Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe, nata in Irlanda da famiglia inglese nel 1919, convertitasi da giovane al cattolicesimo insieme al marito Peter Geach, noto filosofo analitico pure lui, fu l'allieva preferita di Wittgenstein e una dei suoi esecutori testamentari. La Anscombe, come Wittgenstein, segna un inizio nuovo, uno "sguardo nuovo" in filosofia. Si tratta di un approccio squisitamente speculativo, non sistematico, ma attento alla realtà e agli avvenimenti, sensibile più di quello del maestro alle questioni di teoria dell'azione e di etica; un approccio capace di entrare nelle questioni di attualità con energico piglio teoretico. Di qui l'appellativo di "Dragon Lady" con cui era talora chiamata nel suo ambiente. 

Molti seguiranno la Anscombe come maestra di un modo nuovo e originale di fare filosofia, in particolare l'amica e collega Philippa Foot, ma anche Iris Murdoch, Michael Dummett, Donald Davidson e molti altri. Inoltre essa è stata annoverata da John Haldane tra coloro che hanno dato origine ad un nuovo filone di pensiero denominato "tomismo analitico". L'influsso della Anscombe in etica si è diffuso perfino attraverso autori come Alasdair MacIntyre che, pur non essendo un analitico, ma essenzialmente un "narrativo" che dipende dalla tradizione continentale, risente della sua critica alla filosofia morale moderna e contemporanea.

Quali sono alcuni dei temi su cui il volume si sofferma? Tra i più interessanti occorre menzionare i primi importanti scritti sulla teoria dell'azione e sulla filosofia morale. La Anscombe critica la filosofia morale dominante allora nel mondo anglosassone. In un pamphlet provocatorio, esito di una conversazione alla BBC, dal titolo La filosofia morale di Oxford corrompe la gioventù? Anscombe sostiene ironicamente che la filosofia morale di Oxford non corrompe la gioventù perché questa è già corrotta dalla morale diffusa dalla società contemporanea. Essa esprime in filosofia la corruzione che già sussiste a livello di morale comune soprattutto a opera del consequenzialismo (termine da lei coniato), secondo cui non esiste una natura delle azioni e non esistono azioni in quanto tali malvagie, ma per giudicarle sotto il profilo morale occorre valutare il complesso delle loro conseguenze. 

Questa corruzione si manifesta paradigmaticamente, secondo Anscombe, nel fatto che l'Università di Oxford avesse concesso la laurea honoris causa al presidente degli Stati Uniti Harry Truman che aveva ordinato di lanciare la bomba atomica su civili inermi al fine di accelerare la fine della seconda guerra mondiale. Solo la Anscombe e pochi altri colleghi, tra cui la Foot, si opposero al conferimento dell'onorificenza a Truman. 



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