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MANOVRA/ Gentili: cara Fornero, non è il momento di toccare articolo 18 e salario minimo

Pubblicazione:domenica 18 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 18 dicembre 2011, 20.04

Immagine d'archivio (Ansa) Immagine d'archivio (Ansa)

LA FORNERO SU ARTICOLO 18 E SALARIO MINIMO: IL PUNTO DI GUIDO GENTILI. Le controversie relative al mondo del lavoro sono tra quelle in grado di scaldare maggiormente gli animi, anche dei non addetti ai lavori. Il motivo è scontato: riguardano tutti. Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, dalla pagine de Il Corriere della Sera, ha lambito una serie di temi in grado di infuocare il dibattito: si è detta convinta del fatto che l’abolizione dell’articolo 18 non sia da reputarsi un tabù, ha auspicato l’introduzione di un contratto unico e ipotizzato la possibilità di un salario minimo garantito, specie per i giovani. Il suo predecessore Maurizio Sacconi, in merito a quest’ultima proposta ha paventato la deresponsabilizzazione dei giovani, «bisognosi più di opportunità formative e di esperienze pratiche che di reddito». A partire da questo, abbiamo fatto il punto sui cambiamenti in atto nel Welfare italiano con Guido Gentili.

Crede che l’obiezione di Sacconi sia condivisibile?

In parte lo è. Non possiamo, in questo momento, dare l’impressione ai giovani di voler mettere a punto politiche assistenziali, quando da loro stessi proviene un forte richiesta di selezione rigorosa e di riconoscimento del merito. Hanno voglia di entrare nel mercato a pieno titolo e non intendono galleggiare in una zona grigia, al confine tra l’assenza di reddito e la mancanza di formazione. Non credo, del resto, che ci siano le risorse per un intervento di questo genere. Che presupporrebbe, inoltre, una riforma complessiva del sistema di ammortizzatori sociali. Con dei tagli cospicui a quelli attualmente posti in essere.

Le giovani generazioni sono  spesso vittime di contratti precari che non garantiscono loro continuità lavorativa; con l’innalzamento dell’età pensionabile, stabilita sin da subito, rischiano di essere ulteriormente penalizzati. Mentre le misure per la crescita sono state rimandate e con esse l’incentivo all’occupazione.

Alcune misure per la crescita sono state intraprese. Confindustria, l’Abi e Rete imprese avevano chiesto di intervenire sull’Irap e a di sostenere la ricapitalizzazione delle imprese per sei miliardi. Il che è stato fatto. Il tema della crescita, tuttavia, resta all’ordine del giorno. I provvedimenti che la riguardano dovranno essere messi in cantiere non più tardi di gennaio. Per quanto riguarda i problemi determinati, per i giovani, dalla riforma delle pensioni, si potranno risolvere, all’insegna dell’equità, solo nell’ambito di una riforma del mercato del lavoro caratterizzata dall’inclusività.

In tal senso, cosa ne pensa dell’ipotesi di un contratto unico avanzata dal ministro?

Salvaguardando i diritti acquisiti, è una strada praticabile.

La Fornero ha accennato anche all’abolizione dell'articolo 18.


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COMMENTI
19/12/2011 - Sistemata (Mariano Belli)

Di questo passo, con una sistematina all'anno, delle pensioni resterà solo il ricordo..... Ma che c'importa? L'importante è ubbidire come cagnolini alle regole imposteci all'estero : chi siamo noi italiani per opporci alla dittatura delle banche? Proprio nessuno....anzi infatti tra poco gli italiani neanche esisteranno più : condannati a morire di stenti....