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LIBIA vs ITALIA/ Farouq: il vero obiettivo dell'Isis è colpire papa Francesco

Per WAEL FAROUQ, l’Isis è seriamente intenzionato a organizzare un attentato contro il Vaticano, un simbolo estremamente importante non solo per i cristiani ma per l’intero Occidente

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“In caso di un attacco dell’Isis questo avverrà contro una figura simbolica come il Papa”. Lo denuncia Wael Farouq, intellettuale egiziano e professore dell’Università Cattolica di Milano, secondo cui “lo Stato Islamico ha i mezzi e soprattutto i finanziamenti per riuscire a organizzare questo tipo di attentato”. Ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo a “In Mezz’Ora” ha parlato anche della situazione in Libia: “Quanto accade in Libia è per la mancanza di attenzione della comunità internazionale. Vogliamo una pressione maggiore non solo dei Paesi dell'area ma voglio portare l'interesse di tutta comunità internazionale. La Libia è prioritaria”.

Partiamo dai raid voluti dal presidente Al-Sisi. Quale ruolo può giocare l’Egitto in Libia?

Al-Sisi non ha attaccato la Libia né ha cercato di combattervi di sua spontanea iniziativa. Ciò che ha fatto è stata una semplice reazione allo sgozzamento di 21 cristiani egiziani. Non ha compiuto nulla di diverso rispetto a quanto ha fatto il re di Giordania dopo che il pilota Muadh al Kassasbe è stato bruciato vivo. Eppure la reazione internazionale all’azione della Giordania è stata molto diversa rispetto all’azione dell’Egitto. Il problema è esattamente questa differenza, e soprattutto il motivo per cui questa guerra è continuata fino a ora.

Lei ritiene necessario un intervento militare in Libia?

Sono contrario al tentativo di combattere la violenza con la violenza, e ritengo che non si debba intraprendere una nuova guerra. Ma in tempi di violenze così efferate e di un male così brutale, dobbiamo tutti essere chiari di fronte alla nostra coscienza.

Che cosa le sembra poco chiaro?

Non riesco a capire perché la comunità internazionale, e in particolare gli Stati Uniti ed alcuni Paesi europei, non siano scandalizzati per il fatto che il Qatar abbia continuato per anni a finanziare i gruppi terroristi, tra cui Isis e Al-Nusra. In questo modo il Qatar si è reso responsabile delle persone bruciate vive e dello sgozzamento dei cristiani in tutto il Medio Oriente. Non solo offre rifugio ai terroristi, ma Doha è l’unica capitale al mondo a ospitare una rappresentanza ufficiale dei talebani. Il Qatar è profondamente colluso con tutti i misfatti compiuti da Stato Islamico e Al-Qaeda. Questi problemi resteranno insoluti fino a quando gli interessi politici ci impediranno di dire ad alta voce che Qatar, Arabia Saudita e Turchia sono la fonte principale di tutta la violenza in Medio Oriente.

Che cosa ne pensa dell’attentato compiuto dall’Isis contro l’ambasciata iraniana a Tripoli?

L’Isis sta attaccando chiunque, perché è convinta che gli unici veri musulmani nel mondo siano i 40mila militanti che combattono sotto le sue bandiere. Per l’Isis insomma siamo tutti miscredenti. La vera questione su cui dovremmo indagare non è la natura dell’ideologia dell’Isis, ma i motivi per cui Paesi come Turchia, Qatar e Arabia Saudita stiano sostenendo i suoi crimini. Stiamo parlando dei tre principali alleati del mondo occidentale in Medio Oriente, eppure nessuno osa interrogarli sul loro sostegno al terrorismo.

Quanto è potente lo Stato Islamico?