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ITALIA-RUSSIA/ Sapelli: Renzi da Putin come La Pira da Ho Chi Minh

Per GIULIO SAPELLI, più che con Berlusconi, l’attuale premier è in linea con la tradizione Dc, a partire da La Pira che in piena guerra fredda si recò in Vietnam per incontrare Ho Chi Minh

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

“Renzi è fedele all’alleanza atlantica e al rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, ma nello stesso tempo rivendica l’autonomia dell’Italia in politica estera”. E’ l’analisi di Giulio Sapelli, professore di Storia economica nell’Università degli Studi di Milano, secondo cui “più che con Berlusconi, l’attuale premier è in linea con la migliore tradizione Dc, a partire da La Pira che in piena guerra fredda si recò in Vietnam per incontrare Ho Chi Minh”. Ieri Matteo Renzi è stato a Mosca per un faccia a faccia con Vladimir Putin. Il presidente del Consiglio ha sottolineato di sperare “molto nell'aiuto che il presidente Putin e la federazione russa possono dare nel Consiglio di sicurezza, perché il ruolo della Russia nella questione libica, anche alla luce dei legami storici tra Russia ed Egitto, può essere molto importante”.

 

Professor Sapelli, Renzi che vola in Russia da Putin non fa venire in mente i tempi in cui il premier era Berlusconi?

Il punto è che la Russia rimane sempre la Russia, anche se è vero che Renzi ha stabilito una continuità con la politica estera di Berlusconi. Il fatto però è un altro. A Riga, alla riunione dei presidenti delle commissioni Esteri dei Parlamenti europei, la questione Mediterraneo non era neanche all’ordine del giorno. Questa Europa è tutta sbilanciata sulla Germania e sul Nord, dimenticando così di essere una potenza mediterranea.

 

Che cosa c’entra Putin con tutto ciò?

Renzi ha riconosciuto a Putin un ruolo geopolitico euroasiatico. Anche perché non può fingere di ignorare che senza la Russia Assad sarebbe stato rovesciato. Ciò avrebbe portato a un pericolo per Israele e a una somalizzazione ancora più accentuata in Siria.

 

Quali sono le priorità in Nord Africa?

In Libia c’è la necessità di opporsi alla spregiudicata politica anti-italiana di Francia e Regno Unito. Non dimentichiamo che la prima visita che Renzi ha fatto è stata alla Tunisia. Una scelta che condivido, perché ha fatto capire che l’Africa del Nord e l’islam possono esprimersi in Stati solidi come Tunisia ed Egitto. E’ normale quindi che una potenza mediterranea come l’Italia cerchi un appoggio in Russia, non solo per stabilizzare i Paesi del Nord Africa, ma anche per difendere i nostri interessi.

 

Come vede la partita dell’energia nei colloqui tra Renzi e Putin?