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SIRIA/ Waqqaf: dietro gli attentati di Isis e al Nusra, i "giochi" pericolosi d Turchia e Arabia

Pubblicazione:martedì 24 maggio 2016

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Ieri una serie a ripetizione di attentati kamikaze hanno fatto numerose vittime nelle città siriane costiere di Jableh e Tartus. Lo stato islamico ha rivendicato gli attentati, affermando che il suo obiettivo è colpire i membri della minoranza alawita legata al presidente Bashar Al-Assad. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani le vittime sarebbero 145, mentre secondo i media governativi sarebbero morte 78 persone. “L’Isis organizza questi attentati per convincere i giovani diseredati a entrare nelle sue fila – spiega Ammar Waqqaf, attivista siriano residente a Londra e direttore di Gnosos, un’organizzazione che fornisce informazioni su Siria e Medio Oriente a media e istituzioni –. Ma dietro potrebbe esserci anche Al-Nusra, che vuole fare fallire la cessazione delle ostilità attraverso cui Russia e Stati Uniti stanno cercando di spezzare il fronte ribelle tra gruppi jihadisti e non jihadisti”.

 

Perché l’Isis ha organizzato questi sanguinosi attentati a Tartus e Jableh?

La ragione è molto simile a quella per cui l’Isis nei mesi scorsi ha colpito Parigi e Bruxelles. Fondamentalmente si tratta di un esercizio di reclutamento: l’obiettivo è arruolare il maggior numero di persone possibili. Ciò che si vuole è che i siriani vedano la guerra in corso come un conflitto tra sunniti e sciiti. Si punta quindi a creare il maggior danno possibile, in modo che le persone reagiscano e si uniscano alle file dell’Isis.

 

L’Isis organizza questi attentati perché i suoi reclutamenti sono in calo?

E’ possibile, ma gli attentati a fini di reclutamento hanno sempre fatto parte della strategia dell’Isis. Gli attacchi di Parigi erano stati congegnati per dire ai giovani musulmani europei che si sentono alienati che lo stato islamico può infliggere danni ai suoi nemici. La speranza di Daesh era che ciò convincesse nuove persone a entrare nelle sue fila.

 

Nel caso di Tartus invece chi si vuole arruolare?

Oggi in Siria ci sono numerosi sfollati a causa della guerra, principalmente sunniti che vivono nelle aree costiere. Negli ultimi cinque anni non ci sono stati problemi con la popolazione di queste zone: l’Isis spera ora di creare ripercussioni nei sunniti delle aree costiere.

 

Gli attentati hanno anche a che fare con la presenza delle truppe russe nelle zone in cui sono avvenuti?

No. Le esplosioni hanno preso di mira aree civili come una fermata dell’autobus e due ospedali. Inoltre non c’è la certezza al 100 per cento che a organizzarle sia stato l’Isis, perché la prima rivendicazione è arrivata da parte di Ahrar al-Sham, ma potrebbe essere anche stata Al-Nusra.

 

In questo caso quale sarebbe l’obiettivo?


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