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EVOLUZIONE/ Ayala (premio Templeton): la risposta alle domande più importanti non verrà dalla genetica

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«Scienza e religione, se ben comprese nella loro natura e nei loro contenuti, non possono contraddirsi. Sono due modi diversi di conoscere il mondo; ma il mondo là fuori è il medesimo, c’è un unico mondo e noi abbiamo due finestre da cui guardarlo: quella della scienza, che considera realtà come la materia o la varietà degli organismi viventi e cerca di spiegare i fenomeni naturali; quella della religione, che si occupa degli scopi, dei valori, del senso della vita, dei rapporti tra le creature e il Creatore. I contrasti nascono quando si verificano indebite invasioni di campo».


Così si è espresso Francisco Ayala, poco dopo aver ricevuto la comunicazione che gli era stato assegnato per il 2010 il prestigioso premio Templeton; ma non diversamente si era pronunciato durante il nostro primo incontro nel 1983, in occasione del suo primo intervento al Meeting di Rimini, dove aveva parlato delle origini dell’uomo (è ritornato sulla platea del Meeting nel 2001). Il Templeton è un riconoscimento assegnato dalla omonima fondazione e che ogni anno onora una personalità che ha dato un contributo eccezionale per affermare la dimensione spirituale della vita attraverso l'intuizione, la scoperta, o l’attività pratica; il premio, dal valore di 1,2 milioni di euro, sarà ufficialmente consegnato ad Ayala dal Principe Filippo Duca di Edimburgo in una cerimonia privata a Buckingham Palace il 5 maggio prossimo.


Ayala è un biologo spagnolo di 76 anni naturalizzato americano; ex sacerdote domenicano è docente di Scienze Biologiche presso l'Università della California a Irvine. Con la sua attività di ricerca in genetica e biologia molecolare e con la sua vasta produzione di lavori comunicativi (oltre 1.000 articoli, 35 libri e un numero esagerato di conferenze) ha acquisito una particolare autorevolezza nell’ambiente culturale statunitense, che lo considera tra i più decisi sostenitori delle teorie evolutive di matrice darwiniana, in netta contrapposizione con i vari esponenti del creazionismo, ma chiaramente agli antipodi da posizioni neoscientiste alla Richard Dawkins, del quale non condivide l’uso della scienza come supporto alla professione di ateismo.


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