INTERVISTATI / Maurizio Sacconi

Nato a Conegliano Veneto (Treviso) nel 1950, dopo essersi laureato in Giurisprudenza è stato docente nelle facoltà di Economia delle Università LUISS e Tor Vergata di Roma. Dal 1979 al 1994 è stato deputato al Parlamento italiano per quattro legislature e ha svolto l'attività parlamentare nella commissione Industria e, successivamente, nella commissione Bilancio. Tra il 1992 e il 1993 (primo governo Amato) è stato Sottosegretario delegato alla conduzione del ministero della Funzione pubblica e ha curato la riforma delle amministrazioni pubbliche e del pubblico impiego definita dal decreto legislativo n. 29/93. Dal giugno 2001 al maggio 2006 è stato Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega per il mercato del lavoro. Coautore con Marco Biagi del Libro Bianco sul mercato del lavoro, ha curato la riforma disegnata dal compianto giuslavorista bolognese. Dal maggio 2006 è senatore della Repubblica. Attualmente è ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali. Feed Rss

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WELFARE/ Sacconi: riforme strutturali? Non se l'occupazione è a rischio. Ora puntiamo sulla formazione

La crisi economica metterà a rischio molti posti di lavoro. Gli economisti hanno formulato diverse proposte per ampliare le tutele e la discussione è aperta. Ichino ha riproposto l’idea di un contratto unico a tempo indeterminato, Bonanni ha riaperto ai contratti di solidarietà, il ministro Brunetta, due settimane fa, ha proposto di non mandare in pensione le donne prima dei 65 anni. Anche Nicola Rossi si è detto d’accordo: occorre lavorare di più. Ilsussidiario.net ne ha parlato con il ministro del Welfare

CDO/ 2. Sacconi: questa crisi può portare a un cambiamento positivo, valorizzando responsabilità e libertà delle persone

Secondo il Ministro del Welfare l’attuale situazione può spazzare via tutto il nichilismo deresponsabilizzante che è ancora l’onda lunga del Sessantotto italiano. In questa fase di cambiamento è importante l’apporto del sindacato, purché non arroccato su posizioni ancora conservatrici. E fondamentale è l’azione di realtà, come Compagnia delle opere, mettono insieme lavoratori e imprese