27enne suicida in carcere, lettera del giudice: “Ho fallito”/ “Potevo fare di più”

- Alessandro Nidi

Donatella, giovane di 27 anni, è morta suicida in carcere a Verona: al suo funerale la lettera del giudice di sorveglianza fa commuovere tutti

carabiniere
Immagine di repertorio (Foto: Pixabay)

Una giovane di 27 anni è morta suicida presso il carcere di Verona e la lettera del giudice di Sorveglianza, Vincenzo Semeraro, letta durante il funerale della ragazza nella chiesa di Castel d’Azzano, ha davvero fatto calare il silenzio fra i banchi di fronte all’altare. Il messaggio, effettivamente, era particolarmente toccante: “Se in carcere muore una ragazza di 27 anni così come è morta Donatella, significa che tutto il sistema ha fallito. E io ho fallito, sicuramente…”.

Un addolorato mea culpa che non è passato inascoltato e che il giudice Semeraro ha inteso ampliare, in memoria della ragazza suicida: Conoscevo Donatella dal 2016, avevo lavorato con lei e per lei in tante occasioni, ultima delle quali nel marzo scorso, allorché la inviai in comunità a Conegliano. Inutile dire che la sensazione che provo: è quella di sgomento e dolore… So che avrei potuto fare di più per lei, non so cosa, ma so che avrei potuto fare di più!”. Il giudice scaligero ha quindi chiesto a Micaela, che ha letto la sua lettera in chiesa, di portare le sue condoglianze ai familiari della ragazza, “anche se in questo momento ho pudore, perché è ragionevole che chi era vicino a Donatella possa provare rabbia nei confronti delle istituzioni e di chi, più o meno degnamente, le rappresenta”.

27ENNE MORTA SUICIDA IN CARCERE, LA LETTERA COMMOVENTE DEL GIUDICE DI SORVEGLIANZA: “NON SO COSA, MA AVREI POTUTO FARE DI PIÙ”

Micaela, scrive il “Corriere della Sera”, a nome degli amici di Donatella, morta suicida in carcere, ha reagito così alle parole del giudice: “Sicuramente la Sorveglianza sbaglia, ritarda, ma non in questo caso. La conoscevano, conoscevano la sua fragilità, oserei dire ci tenevano. I magistrati hanno trovato il modo di fare arrivare le loro condoglianze, il loro dolore”.

Intanto, Leo, il fidanzato di Donatella, è comprensibilmente distrutto (“Perché mi hai lasciato solo? Ti avrei aspettata per sempre, come faccio ora senza di te?”), così come il padre della 27enne: “Non c’è bisogno di commentare il passato di una persona che ha avuto i problemi con la droga dopo che si è suicidata, sappiamo tutti quello che ha fatto per assumere la droga. Se è possibile servono belle parole per non fare male ancora alla famiglia”.







© RIPRODUZIONE RISERVATA