Adrian Banks alla Fortitudo/ Basket, Brindisi attacca la guardia USA: “Ingrato”

- Michela Colombo

Adrian Banks alla Fortitudo: la guardia USA lascia Brindisi e vola in Emilia alla corte di Sacchetti. Ma il club pugliese tuona: “Ingrato”.

Brindisi basket Banks
Adrian Banks, qui con la maglia di Brindisi basket (Foto LaPresse)

Chiusa da tempo la stagione del basket, è tempo di grandi colpi di mercato e l’ultimo di questi vede la firma della Fortitudo Bologna, che si è assicurata le prestazioni di Adrian Banks, capocannoniere dell’ultimo campionati della Serie A1. Con una media punti di 21.3, la guardia USA era certo il bocconcino più prelibato nella finestra di contrattazioni ed è con una mossa a sorpresa che la dirigenza delle Aquile lo ha dunque portato in Emilia, strappandolo a Brindisi che pure aveva offerto un contratto più lungo al proprio giocatore, secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello sport. Dopo gli ingaggi di Sacchetti in panchina e dell’ala Totè, ex Pesaro, con Banks alla Fortitudo, il club bolognese sta costruendo davvero una formazione da sogno per la prossima stagione della Serie A1: con Aradori e Sims la guardia USA infatti creerebbe un terzetto da quasi 60 punti nel complesso, davvero spaventoso per gli avversari.

BANKS ALLA FORTITUDO: LA RABBIA DI BRINDISI ABBANDONATA

Ma va detto che il passaggio di Adrian Banks alla Fortitudo non è affatto piaciuto a Brindisi, club che aveva strappato la guardia classe 1986 la prima volta all’Avellino nel 2015 e poi ancora all’Hapoel Tel Aviv nel 2018: anzi le reazioni da parte della Happy Casa alla notizia di mercato sono state furiose ed arrabbiate. Come ci riporta sempre la Rosea, pare che il patron brindisino Fernando Marino non abbia esitato a definire il giocatore un “ingrato”, che ha lasciato il club pugliese solo per una “questione di soldi”. Marino infatti avrebbe commentato il passaggio di Banks alla Fortitudo così ai microfoni di una emittente locale: “Gli avevo offerto un triennale importante, tanto che i miei collaboratori hanno detto che ero impazzito, affinché chiudesse qui la carriera. Evidentemente nel basket non esiste la gratitudine: abbiamo riportato Banks in Italia due anni fa dopo due stagioni incolori in Israele rilanciandolo quando sembrava a fine corsa”.

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