Adriano Aragozzini/ Morte della moglie Gioia e della figlia Gigliola, e il matrimonio con Olimpia Cagnola

- Jacopo D'Antuono

La vita turbolenta di Adriano Aragozzini, ovvero il "patron" del Festival di Sanremo: dalla morte della moglie Gioia e della figlia Gigliola all'incontro con Paoli

Adriano Aragozzini Adriano Aragozzini

Adriano Aragozzini, vita privata e professionale: matrimoni turbolenti e traumi famigliari, il primo incontro con Gino Paoli e…

Adriano Aragozzini è un importante produttore discografico, teatrale e televisivo, nonché direttore artistico e affermato giornalista italiano. Nato a Roma il 3 luglio del 1938, il famoso manager si è sposato ben tre volte nel corso della sua vita, ma anche dovuto fare i conti con terribili traumi e perdite famigliari molto dolorose. Nel 1993, infatti, Adriano Aragozzini ha dovuto dire addio alla seconda moglie, Gioia, scomparsa prematuramente, all’età di trentacinque anni, a causa di un tumore. In seguito il noto produttore discografico si è sposato con Olimpia Cagnola, con cui è diventato padre di Adriano Jr., Gioia e Gigliola.

Nella sua storia personale, oltre alla scomparsa della seconda moglie, ha dovuto sopportare anche la morte dell’amata figlia Gigliola, venuta a mancare all’età di 23 anni per una leucemia. Per quanto riguarda il suo percorso professionale, Adriano Aragozzini ha cominciato a lavorare come giornalista all’età di ventidue anni. Nel corso di una intervista conosce Gino Paoli che a sorpresa decide di ingaggiarlo come manager.

Adriano Aragozzini ovvero il “patron” del Festival di Sanremo: le importanti novità introdotte sotto la sua direzione 

Da quel momento Aragozzini si trova profondamente impegnato nella promozione di artisti musicali come Luigi Tenco, Domenico Modugno, Nico Fidenco e Patty Pravo. Nel corso degli anni settanta, il manager organizza, in Italia, diversi spettacoli di artisti di caratura internazionale, come Tina Turner, Sammy Davis Jr., Ray Charles, Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan. Dal pubblico e dagli addetti ai lavori viene ricordato soprattutto per essere stato il patron del Festival di Sanremo nelle edizioni dal 1989 al 1991.

Negli anni novanta, sotto la sua direzione, viene ripristinata l’esecuzione live dei brani in gara, con l’accompagnamento degli artisti da una prestigiosa orchestra composta da cinquanta elementi. Inoltre viene inserito l’abbinamento di ciascuna canzone ad un artista internazionale, chiamato ad esibirsi con il pezzo in una lingua prescelta.





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