Adriano Panzironi, archiviata denuncia per Life 120/ “Truffa? Non ci sono elementi”

- Silvana Palazzo

Adriano Panzironi, archiviata la denuncia-querela per truffa per Life 120: “Non ci sono elementi”, ha spiegato gip di Roma, secondo cui la condotta non è stata ingannevole

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Panzironi, foto da Youtube

Archiviata la denuncia-querela per truffa contro Roberto e Adriano Panzironi che era stata presentata nel 2018 dall’Ordine dei medici del Lazio. Lo ha deciso la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Maria Paola Tomaselli. La denuncia riguarda Life 120, il regime alimentare che per i due fratelli dovrebbe far vivere le persone fino a 120 anni grazie all’uso di integratori prodotti dalla loro società. Per il gip «non risultano sussistenti gli elementi costitutivi del reato di truffa», così come le «condotte poste in essere dagli indagati non possono qualificarsi quali ingannevoli non commercializzando i Panzironi prodotti diversi o con caratteristiche non conformi a quanto indicato».

Inoltre, per la giudice le modalità online di vendita non sembrano tali da impedire controllo e verifica agli acquirenti. Non risulta neppure presentata alcuna querela da parte «dei soggetti realmente legittimati in quanto destinatari» dello stile di vita Life 120, ha concluso il giudice.

ADRIANO PANZIRONI E GLI ATTACCHI PER LIFE 120

Adriano Panzironi, giornalista e noto volto della trasmissione Life 120, era stato multato nel 2019 dall’Agcom per 264mila euro dopo la sospensione dei suoi programmi tv e l’espulsione dall’Ordine dei giornalisti. Le sue idee, considerate antiscientifiche, promettono di curare malattie come cancro e diabete. Nonostante le diverse sanzioni ricevute, Adriano Panzironi non ha mai smesso di ritenersi “guru” di una dieta rivoluzionaria, anzi è arrivato anche a tenere un incontro all’interno del palazzo dell’euro a Roma. La notizia dell’archiviazione è stata dal Fatto Quotidiano. Questo l’epilogo dopo l’udienza di un mese fa. Il tribunale di Roma ha quindi stabilito che non c’è abuso della professione medica, come invece ritiene la pubblica accusa che è rappresentata dal sostituto procuratore Francesco Marinaro. Per l’esercizio abusivo della professione medica Adriano Panzironi e il fratello rischiavano anche la reclusione da sei mesi a un anno, più una multa tra 10mila e 50mila euro.



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