Aida alle Terme di Caracalla/ Roma, 18 luglio: Verdi mattatore della stagione estiva

Aida alle Terme di Caracalla a Roma: il 18 luglio torna in scena nel suggestivo “palcoscenico archeologico” il capolavoro di Verdi, mattatore della kermesse estiva di spettacoli all’aperto

Le Terme di Caracalla a Roma
Le Terme di Caracalla a Roma (Wikipedia, 2019)

La “Aida” torna in scena a Roma e, dopo la “prima” in programma lo scorso 4 luglio, si replica questo giovedì 18 (a partire dalle ore 21) nell’ambito del cartellone di eventi dal vivo in programma per l’estate 2019 presso le Terme di Caracalla: è infatti una delle opere più note di Giuseppe Verdi, protagonista indiscusso di questa rassegna, ad animare quello che è uno dei luoghi maggiormente apprezzati non solo dai romani della stessa Capitale e la cui opera verrà replicata fino al prossimo 8 agosto. È quasi riduttivo definirlo uno spettacolo-simbolo per questa location, con il connubio lirica-terme imperiali diventato oramai un vero e proprio “must” per l’estate in città: e l’occasione sarà anche importante dal momento che proprio la “Aida”, scelta come detto per inaugurare la stagione di opera e balletto proposta dal Teatro dell’Opera di Roma (e che tra la fine del mese e l’inizio del successivo sarà riproposta ancora il 24 e 31 luglio, oltre che il 3 agosto), torna ad essere rappresentata a ben otto anni dall’ultima volta e sarà uno dei fiori all’occhiello di un cartellone che proporrà al pubblico diversi appuntamenti.

LA “AIDA” ALLE TERME DI CARACALLA

La “Aida” che sarà portata in scena tra i sempre suggestivi scorci offerti -soprattutto al crepuscolo e poi quando cala la sera e le luci si accendono- dalle rovine delle Terme di Caracalla è infatti solo uno dei ben 33 spettacoli che animeranno questa kermesse estiva ma ha, come detto, un alto valore simbolico: infatti tra queste rovine di epoca imperiale, le opere del compositore Giuseppe Verdi sono praticamente di casa dal momento che, dal 1938 (anno in cui fu rappresentata per la prima volta all’aperto) ad oggi e fatto salvo il secondo conflitto mondiale, non hanno mai saltato un appuntamento fino al 2011. Dunque per l’edizione 2019 della rassegna si tratterà di un gradito ritorno come ha avuto modo di spiegare anche Carlo Fuortes, attuale sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma: “Per gli spettacoli all’aperto negli ampi spazi delle Terme di Caracalla, abbiamo puntato, come nelle estati trascorse, a titoli di grande richiamo e ad allestimenti di qualità” facendo riferimento anche all’importanza di quello che definisce come il palcoscenico archeologico della location che ospita quasi 4500 spettatori. “E così ritorna ‘Aida’, un titolo molto amato e legatissimo allo spazio delle antiche Terme” ha concluso Fuortes accennando alla scommessa del nuovo allestimento, la cui regia è stata affidata a Denis Krief.

NUMERI DA RECORD ANCHE PER L’EDIZIONE 2019?

E la “Aida” che andrà in scena questo giovedì presso le Terme di Caracalla non solo si propone, nello spirito della manifestazione capitolina, di attrarre una platea la più ampia e variegata possibile, anche grazie al suggestivo scenario reso ancora più gradevole dal fresco delle serate estive, ma farà il paio con le altre grandi opere a cui accennava Fuortes, tra cui il balletto di “Romeo e Giulietta” e “La traviata”. E l’obiettivo è quello di ripetere i numeri record della passata edizione, quando il numero totale degli spettatori raggiunse le oltre 92mila unità: e non si può negare che, al di là del cartellone di spettacoli, il richiamo delle stesse Terme sia fortissimo tanto che non sono solo i turisti ma anche gli stessi romani a volte a scoprirle rimanendone estasiasti. Le Thermae Antoninianae, dal nome dell’imperatore Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto che venne soprannominato Caracalla per via di un curioso mantello che indossava, rappresentano la “summa” delle terme pubbliche romane in epoca imperiale: realizzate tra il 212 e il 216 d.C., furono riportate alla luce solo di recente con gli scavi dello scorso secolo e, grazie a questi interventi, appunto dal 1937 l’area centrale del complesso è utilizzata per ospitare eventi in musica e rappresentazioni teatrali anche se per motivi di sicurezza e di “impatto” sul sito archeologico negli anni è stato dimezzato il numero massimo di spettatori che può assistervi.

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