Alan Sorrenti/ “Figli delle stelle? Canzone è un messaggio universale, sempre valido”

- Emanuele Ambrosio

Alan Sorrenti tra i protagonisti di Techetechetè con le sue canzoni senza tempo: da “Figli delle stelle” a “Tu sei l’unica donna per me”

Alan Sorrenti
Il cantautore Alan Sorrenti

Chi è Alan Sorrenti?

Alan Sorrenti tra i protagonisti di Techetechetè, il programma cult di Raiuno. Il cantautore di origini napoletane con le sue canzoni ha fatto cantare diverse generazioni complice un sound originale e dei motivetti che, ancora oggi, sono dei veri e propri tormentoni. Alzi la mano chi non ha mai canticchiato almeno una volta nella vita “Figli delle stelle”. Dalle generazioni anni ’80 a quelle successive quasi tutti avranno intonato questo motivato davvero originale che ha permesso al suo autore di diventare una celebrità in Italia ed Europa. Intervistato da il Quotidiano Nazionale, il cantante parlando proprio della sua hit ha detto: “La forza sta nella musica. Allora il brano era molto avanti, non per niente fu realizzato a Los Angeles. C’era e c’è grande energia, grande innovazione, e le cose che hanno energia restano, ma canzoni con quell’energia oggi non ci sono”.

Non solo, Alan Sorrenti ha aggiunto: “penso che il mio brano contenga un messaggio universale, sempre valido, che trascende i tempi. Gli scienziati hanno dimostrato che noi veniamo proprio da polvere di stelle. Siamo tutti collegati, anche se non ce ne accorgiamo: come quando ti capita di pensare a un amico mentre cammini per strada, alzi gli occhi ed eccolo lì davanti a te”.

Alan Sorrenti canzoni: da “Figli delle stelle” a “Tu sei l’unica donna per me”

La carriera di Alan Sorrenti è stata sicuramente segnata dal successo di brani senza tempo come “Figli delle stelle” e “Tu sei l’unica donna per me”. Parlando proprio del brano pubblicato nel 1977, anno di contestazioni e rivoluzioni sociali, il cantautore ha raccontato: “la musica fu la parte più calda delle ideologie che si richiamavano a concetti di libertà nella prima metà degli anni Settanta. Allora facevo rock progressivo, anche se non si chiamava così, che si avvicinava alla psichedelia. È stata una grande rivoluzione musicale, molto creativa. Poi è subentrato il business, si è persa l’ideologia di partenza, e si sono creati dei prodotti, anche buoni. In questa seconda metà ho abbracciato nuovi stili musicali, il cosiddetto Los Angeles sound”.

Proprio in America il cantante ha vissuto per diversi anni a Los Angeles attirato dal clima e dalle palme: “appena le vidi, pensai: voglio vivere qui. Allora l’America non era alla portata di tutti, i biglietti aerei costavano, magari prendevi un volo a tappe per risparmiare. Los Angeles era un altro mondo, c’era un’altra atmosfera, un’altra luce. Era tutto mega”. Sono stati anni d’oro per il cantante che ricordando il suo periodo a LA ha rivelato: “avevo la fortuna che il mio produttore fosse lo stesso di Al Jarreau. Ricordo che, finita la mia sessione in sala di registrazione, incontravo i Toto, i Doobie Brothers, Tina Turner, Rod Stewart. Un giorno vidi Rod Stewart, allora una stella mondiale, ballare sul tavolo da ping pong”.

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