Alberto Genovese, c’era una chat per ingaggiare ragazze/ “Cachet di 200 o 300 euro”

- Alessandro Nidi

Alberto Genovese, parla una ragazza che partecipava alle feste in Terrazza Sentimento: “Non ho visto droga, ma tanti si appartavano…”

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(Storie Italiane, 2021)

Il caso Alberto Genovese è tornato a tenere banco a “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele e andata in onda nella mattinata di oggi, giovedì 4 novembre 2021. In particolare, con la presenza in studio del bodyguard di Terrazza Sentimento, Simone Bonino, è stata mostrata in diretta la testimonianza di una giovane che aveva preso parte a una delle feste organizzata a Milano dall’imprenditore, che si è fatta riprendere a volto scoperto e senza alcun tipo di censura.

Queste le sue parole: “Esisteva una chat utile a ingaggiare ragazze immagine per la festa di Genovese, con un cachet di 200 o 300 euro. Io sono arrivata a queste feste proprio grazie a questa chat. La sera che sono andata io era presente tantissima gente, con fiumi di champagne e ragazze semivestite. Mi sembrava una festa normale come molte altre e io non ho avvertito il pericolo di una minaccia per noi donne. A me non è stata offerta droga, non ho visto vassoi, ma c’era tanta gente che si appartava in altre stanze, magari proprio per fare questo. Erano presenti uomini d’affari, volti noti della tv, personaggi sportivi”.

ALBERTO GENOVESE, SIMONE BONINO (BODYGUARD): “C’ERA UN CONTINUO VIAVAI IN QUELLA STANZA”

Successivamente, ha preso la parola l’addetto alla sicurezza Simone Bonino, dicendo che “c’era viavai da quella stanza” che lui era stato incaricato di sorvegliare e “solo Genovese decideva chi vi potesse accedere, con lui o senza di lui. Se potessi tornare indietro, interverrei se lo sentissi fare quelle cose”.

Sul caso è intervenuto anche Roberto Alessi, direttore del settimanale “Novella 2000” e direttore editoriale di “Visto”, che ha spiegato: “Ai pm Alberto Genovese ha detto di farsi orrore in quei video, che quelle cose sono spaventose e che non appartengono alla sua persona, sostenendo di essere una vittima della droga. A me sembra una strategia di difesa per arrivare a dichiararsi incapace di intendere e di volere: secondo me si arriverà a quello”.



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