Alberto Genovese/ Simone Bonino (bodyguard): “Lo vidi mettere sostanze in bottiglia”

- Alessandro Nidi

Alberto Genovese, parla Simone Bonino, l’addetto alla sicurezza di Terrazza Sentimento: “Una volta versò un contenuto polveroso e si portò via la bottiglia”

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Simone Bonino (Storie Italiane, 2021)

Simone Bonino, bodyguard che lavorava per conto di Alberto Genovese in occasione delle serate a Terrazza Sentimento, è intervenuto a “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. Questa la sua testimonianza: “Avevo notato che Genovese metteva qualcosa in una bottiglia, ma non ho idea di quale sostanza fosse. Poi si è portato via il contenitore, l’ho visto farlo solo quella volta. Era un qualcosa che sembrava essere polveroso. Ho pensato che potesse essere droga, ma non ne ho la certezza. In un anno mai nessuno si è lamentato o è stato male. Ci eravamo accorti che girava droga in polvere alle feste, così come è stato riportato sulle testate giornalistiche”.

Nel contempo, come emerso nelle scorse ore, Genovese avrebbe parlato nuovamente, ammettendo le sue colpe e parlando di rapporti sessuali con ragazze minorenni. L’avrebbe fatto in alcune chat private di agosto 2020, a cavallo tra la prima presunta violenza di luglio ad Ibiza su una 23enne e su quella successiva ai danni di una 18enne a Milano. In queste conversazioni, lui si definisce un “pedofilo”, e dice di avere “un range di ragazze tra i 16 e i 20 anni”.

ALBERTO GENOVESE, PARLA L’AVVOCATO DELLA VITTIMA CHE HA DENUNCIATO L’ABUSO DI MILANO

L’avvocato della vittima meneghina di Genovese, Luigi Liguori, a “Storie Italiane” ha intanto chiarito la posizione della sua assistita, che è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al passato: “La giovane ha denunciato immediatamente il fatto, fermando la pattuglia della polizia che stava passando sotto casa di Genovese in quel momento. Era seminuda, aveva solo un piccolo indumento che era riuscita a recuperare uscendo dalla casa. Sin dall’inizio si è ritenuta stuprata e vittima di violenza per un giorno intero presso l’abitazione”.

Secondo quanto affermato dall’avvocato, la ragazza stava uscendo dall’appartamento la sera precedente, quando poi il signor Genovese le avrebbe chiesto di passare un attimo in camera per un saluto o “per farsi l’ultima striscia di droga insieme”. In quella circostanza sarebbe accaduto l’abuso.

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