Tra i più grandi musicisti e cantautori, capace di sfornare delle hit che a distanza di anni ancora aleggiano nella mente degli appassionati. Alex Britti – protagonista ad ‘Ora o mai più’ – è stato oggi ospite a La Volta Buona per cimentarsi con le consuete domande di Caterina Balivo passando in rassegna attimi di carriera, di vita e curiosità sullo sfondo.
Alex Britti è partito da una delle sue prime ‘volte buone’, ovvero l’incontro con Ray Charles. “E’ stata la cosa che più mi ha toccato da musicista, più dell’esibizione. Sul palco il suono è diverso; io sono cresciuto con i dischi di Ray Charles quindi sentirlo direttamente sul palco è stata un’emozione fortissima… Siamo stati due giorni insieme, lui rimase sorpreso dal mio modo di suonare. Abbiamo bevuto una bottiglia di vino e poi siamo esibiti”. Ripercorrendo gli albori, gli anni vissuti sulla cresta dell’onda, Alex Britti si è lasciato andare ad un parallelismo con i tempi odierni: “Erano anni frizzanti, dove si faceva musica pensando alla musica; ora con i social è cambiato il mondo, non solo quest’arte. Ora è tutto numeri, visualizzazioni, click; i contenuti si sono assottigliati. Va bene così, fa parte del periodo storico che ci meritiamo”.
Alex Britti a La Volta Buona: “Parlai 10 minuti al telefono con Mina, ma pensavo fosse la segretaria…”
Fondamentale nel percorso professionale di Alex Britti anche l’incontro artistico con Mina. Tutto partì da una telefonata di Massimiliano Pani – figlio della cantante – seguito poi da una chiacchierata con la segretaria che, in realtà, era proprio la regina della musica italiana. “Parlammo 10 minuti al telefono, poi siccome rideva di continuo capii che in realtà era proprio Mina e non la segretaria di suo figlio…”.
Un piccolo excursus – sempre oggi a La Volta Buona – tra i suoi affetti e in riferimento al proprio percorso di crescita. “Papà macellaio? Li facevo io gli hamburger, quando serviva facevo un po’ il garzone al suo negozio ed ero contentissimo. Già ad 11-12 anni, anche se non si poteva, andavo in giro con il motorino… Poi a 19 anni sono andato via di casa, affittai un garage; sapevo che era un percorso e non percepivo le scomodità ma solo gli input positivi”. A proposito di suo figlio Edoardo, Alex Britti ha invece raccontato: “Adesso ha 7 anni, quando era più piccolo veniva sempre a togliermi la chitarra elettrica e la strimpellava. Ora pensa più ai videogiochi… Mi guarda attentamente ad ‘Ora o mai più’, però non mi dice nulla”.