Alex Britti sul figlio con la compagna Nicole/ “Edoardo mi ricorda cosa conta…”

- Silvana Palazzo

Alex Britti e il figlio Edoardo avuto con la compagna Nicole: “Mi ricorda cosa conta: l’amore. Sono un papà molto presente, ci gioco…”

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Alex Britti a Oggi è un altro giorno

Alex Britti oggi ai Soliti Ignoti di Amadeus. Un ritorno in tv per il cantautore, di cui si sono perse le tracce per un certo periodo. «C’è un momento per tutto nella vita. Anche quello in cui si ha voglia di ritrovare se stessi», ha raccontato nelle scorse settimane a Leggo. Così ha deciso di compiere un viaggio musicale per tornare alle origini, facendo però leva sull’esperienza maturata in 25 anni di carriera. «Ho uno stato d’animo differente. A trent’anni fai delle cose, mano a mano ci si rinnova, si cresce, si cambia». Tutto ciò nasce da una urgenza interiore.

«Mi sono fermato con la nascita di mio figlio Edoardo. Sono un papà molto presente. Ci gioco tanto. Edoardo mi fa tornare in mente le cose che contano, l’amore, l’affetto per le persone care». Più che un’altra persona è un Alex Britti è un uomo con un altro stato d’animo grazie alla nascita del figlio, frutto dell’amore con la compagna Nicole, di cui si sa poco. «Nella musica, cerco di spingermi oltre. Anche oltre il commercio. Spesso ti chiedono di fare i dischi uguali. Io so cosa suonare e cosa non suonare. Avevo voglia di essere più musicista che artista pop».

Alex Britti “Salmo? Polverone per nulla. Sanremo? Non so…”

Nel corso dell’intervista Alex Britti ha parlato anche delle polemiche scoppiate per il concerto a sorpresa di Salmo, che è uno degli artisti che ascolta. «Un polverone per nulla. Hanno criticato, ma c’erano assembramenti ovunque, pure in campagna elettorale. Pensiamo agli Europei della scorsa estate, dove a ogni gol ci si abbracciava. Non si può essere incoerenti». Quando gli è stato chiesto se parteciperebbe al Festival di Sanremo non si è sbilanciato: «Non so. Si è staccato, per fortuna, dal cliché della canzone d’amore che vince il festival. Adesso c’è più spazio per tutti. Dalla trap di Soldi al rock dei Maneskin».

In questi ultimi comunque non ritrova qualcosa di se stesso: «Loro più personaggi, più glam, più dipendenti dal look, alla David Bowie anni ’70. Io alla loro età facevo blues, jazz, sintonizzato su un’altra frequenza. Mi piacciono, sono positivi, simpatici. Da Madame a Blanco, sono contento del successo dei giovani della nuova scena».





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