Alex Zanardi ha parlato: “Ha comunicato con la famiglia”/ “Nessuno ci credeva”

- Davide Giancristofaro Alberti

Nuovo clamoroso passo in avanti per Alex Zanardi, che ha parlato per la prima volta dopo il drammatico incidente del 19 giugno: “Una grande emozione”

Zanardi
Alex Zanardi (LaPresse)

Continua a migliorare in maniera incredibile Alex Zanardi, il campione vittima di un terribile incidente in handbike lo scorso 19 giugno. Stando a quanto spiegato dalla dottoressa che lo ha in cura, Federica Alemanno, Alex Zanardi ha comunicato con la sua famiglia: “È stata una grande emozione quando ha cominciato a parlare – le parole della stessa ai microfoni del Corriere della Sera – nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia”.

Il fenomeno bolognese si trova al momento presso l’ospedale di Padova, specializzato per la riabilitazione di pazienti operati al cervello, e sta proseguendo il suo percorso verso il recupero; sette mesi da quel tragico sabato pomeriggio sulle strade della Val d’Orcia, i progressi appaiono significativi quanto inaspettati: “Tenendogli la mano giorno per giorno – ha aggiunto la dottoressa – sono rimasta sorpresa dalla sua capacità di recupero”.

ALEX ZANARDI TORNA A PARLARE, LA DOTTORESSA: “OPERATO CON L’AWAKE SURGERY”

La nueropsicologa è una luminare nella cura dei pazienti sottoposti a interventi chirurgici al cervello, ed in particolare della awake surgery, un’operazione che si effettua mentre il paziente è sveglio: “È una tecnica molto particolare – spiega, parlando con il quotidiano di via Solfernino – che si fa in pochissimi centri in Italia e ha come obiettivo quello di garantire al paziente la migliore qualità di vita possibile dopo un inevitabile intervento chirurgico. Viene utilizzata in casi particolari, soprattutto in pazienti giovani, fra i 30 e i 50 anni, con due tipi di malattia: i gliomi cosiddetti a basso grado e i cavernomi. Parliamo, comunque, di malattie piuttosto rare”. Una tecnica ‘non invasiva’ che ha due obiettivi principali: “L’obiettivo non è solo la sopravvivenza del paziente, ma quello di salvaguardare il più possibile le funzioni cognitive e assicurare la migliore qualità di vita possibile”. Un altro clamoroso passo in avanti per l’ex pilota di Formula 1, ma forse, conoscendo Alex Zanardi, non deve sorprendere più di tanto.

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