ALTERNANZA SCUOLA LAVORO/ Le mosse per non metterla ai margini a settembre

- Giorgio Spanevello

Il problema di come ripartire con le attività dei Pcto si presenterà a settembre, al momento di riprogrammare le attività

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(LaPresse)

La situazione di emergenza creatasi con la diffusione pandemica del Covid-19, con la conseguente chiusura fisica delle scuole e la necessità di mutare radicalmente le metodologie didattiche, ha creato nel mondo dell’istruzione italiana, in particolare della scuola secondaria, una sorta di rivoluzione. L’anno scolastico è comunque terminato “in qualche modo” per la gran parte degli istituti superiori italiani con un Esame di stato che, anche se in forma ridotta, ha consentito con una prova orale “in presenza” di garantire una certa qualità nella valutazione.

Luci e ombre, nelle esperienze delle scuole italiane, almeno per quanto si è riusciti a raccogliere a livello di informazione: si è andati da situazioni di eccellenza con erogazione della formazione a distanza di qualità e allievi impegnati in modo costante e pienamente coinvolti nella formazione, a situazioni nelle quali, anche per motivi oggettivi, quali la carenza di un’adeguata copertura di rete, la formazione si è praticamente interrotta. In generale da sottolineare la flessibilità e la dedizione di moltissimi docenti che, in modo rapido ed efficiente, hanno convertito la loro didattica adattandola agli strumenti della Didattica a distanza (Dad).

Nel quadro generale, che sarà sicuramente oggetto di valutazioni all’interno dei singoli Istituti e nel sistema scolastico nazionale, merita considerazioni specifiche una delle attività più discusse nella scuola italiana dell’ultimo periodo: i Pcto, ovvero l’attività che nata sotto il nome di Alternanza Scuola Lavoro tante aspettative aveva creato e che poi con interventi governativi successivi è stata via via modificata e in qualche modo depotenziata rispetto agli obiettivi iniziali.

Senza entrare nel merito delle discussioni seguite ai cambiamenti e comunque considerando che parte delle attività legate ai Pcto sono state progettate sotto forma di attività laboratoriali , ma soprattutto di tirocini curricolari in azienda, è chiaro che a partire dalla fine del mese di febbraio e per tutti i mesi del distanziamento, la totalità delle scuole si è concentrata sulla didattica sospendendo le attività di Pcto se non per quanto riguarda la parte di orientamento scolastico effettuata a distanza.

Il problema di come ripartire con le attività dei Pcto si presenterà a settembre, al momento di riprogrammare le attività e di pensare a interventi che sicuramente dovranno tener conto, come tutta l’attività scolastica, delle nuove condizioni. Premesso che nessuno possiede una sfera di cristallo dalla quale capire quali saranno i limiti imposti tra qualche mese dalle regole di distanziamento, esiste il rischio che nell’incertezza generale si preferisca ridurre al massimo le attività che comportino spostamenti (tirocini) e didattica laboratoriale rispetto ad attività più “classiche” e meno impegnative (leggi lezione frontale). In poche parole, il rischio è che l’Alternanza Scuola Lavoro, già molto penalizzata rimanga definitivamente ai margini della scuola italiana perdendo quella valenza innovativa che da più parti viene ancora portata come uno dei pochi elementi positivi del panorama scolastico nazionale.

Vale quindi la pena provare a ragionare sul fatto che molte delle attività previste nei percorsi di Pcto possano ancora essere realizzate apportando dei cambiamenti che a volte potrebbero risultare anche di semplice attuazione. In primo luogo, deve essere ricordato che le linee guida recentemente emanate dal ministero dell’Istruzione comunque affidano ai Dirigenti scolastici la possibilità di effettuare i Pcto garantendo le condizioni di sicurezza previste dalla normativa. Passando allo specifico si può considerare che l’attività principale, quella legata ai tirocini aziendali, può essere comunque ripresa “in presenza” garantendo le necessarie misure di sicurezza e chiaramente con il consenso di allievi e aziende e che, in alcuni settori particolari, modalità di “smart working” previste per i lavoratori possono essere estese anche ai tirocinanti. È chiaro che in questa ultima forma il tirocinio deve essere accuratamente preparato e seguito da tutor aziendali e scolastici. Le cautele sono d’obbligo, ma le esperienze di tirocinio già riprese in azienda fin dalla fine di maggio negli Iefp (Istruzione e formazione professionale) e negli Its (post diploma terziario professionalizzante), dimostrano che non esistono problematiche particolari.

Purtroppo, deve comunque essere considerato che molte aziende, fortemente provate dai mesi di chiusura, non sono in grado di ospitare tirocinanti per problemi interni e che quindi più che dalle regole di tipo sanitario l’attività di tirocinio può essere ostacolata dallo stato di crisi delle aziende. Per quanto riguarda attività laboratoriali o di impresa simulata condotte in molti casi in modo eccellente con la collaborazione del mondo imprenditoriale, esse potranno sicuramente essere riprese e addirittura potenziate sfruttando strumenti di supporto che sono stati sperimentati proprio durante il periodo di lockdown: mi riferisco a sistemi di condivisione e piattaforme didattiche in generale, ma anche sistemi tecnici di simulazione di processi industriali che addirittura possono essere utilizzati per acquisizione di competenze da remoto sfruttando tecnologie “prestate” dall’industria.

Infine, tutta l’attività di orientamento per il post-diploma o il lavoro può essere tranquillamente programmata, anche in questo caso tenendo in considerazione che gli strumenti sperimentati durante gli ultimi mesi – videoconferenze, visite virtuali, sistemi di interazione da remoto – e coi i quali abbiamo imparato a operare possono essere una risorsa valida anche in “tempi normali”.

In sostanza, credo ci siano elementi sufficienti far ripartire i Pcto nella scuola superiore italiana già dalla ripresa di settembre. È pero necessario pensare ad attività flessibili e innovative e chiaramente a un grande impegno sia da parte del mondo scolastico che di quello dell’impresa per non perdere il lavoro e l’esperienza condotti fin qui.

Il risultato della ripartenza sarà una sorta di riprova della volontà di far proseguire il dialogo tra scuola e azienda, elemento fondamentale per la ripresa post-Covid.



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