Alzano e Nembro, acquisti documenti Brusaferro (Iss)/ Indagato l’ex dg Sanità Cajazzo

- Niccolò Magnani

Inchiesta zona rossa Alzano e Nembro, acquisito materiale a Silvio Brusaferro (Iss) e l’assessore Lombardia Gallera. Indagato l’ex dg Sanità Cajazzo

Silvio Brusaferro, Iss
Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss (LaPresse)

Mentre la Lombardia torna nell’occhio del ciclone sanitario per la nuova seconda ondata di contagi – da oggi è in vigore l’ordinanza della giunta Fontana che impone coprifuoco dalle 23 alle 5 – giungono due importanti novità nella mai interrotta indagine della Procura di Bergamo sulla mancata zona rossa applicata dal Governo su Alzano e Nembro nei giorni “caldissimi” prima del lockdown Italia di inizio marzo. Da questo pomeriggio, i giudici hanno iscritto nel registro degli indagati diversi tecnici come “atto dovuto” tra cui anche l’ex direttore generale della Sanità Lombardia, Luigi Cajazzo (oggi sostituito da Marco Trivelli, ndr). Con lui indagato anche con il vice Marco Salmoiraghi e una dirigente dell’assessorato Aida Andreassi: come riporta Repubblica, tra le file degli indagati per atto dovuto anche il dg della ASST Bergamo Francesco Locati e il secondo direttore sanitario Roberto Cosentina. Non solo, la guardia di finanza di Bergamo ha effettuato altre acquisizioni di materiale informatico negli uffici della Regione Lombardia nell’ambito dell’indagine per “epidemia colposa e omicidio colposo” sulla gestione della prima fase Covid-19 in Italia.

ZONE ROSSE BERGAMO: ACQUISITI DOCUMENTI PRES. ISS

Secondo le fonti di Repubblica in GdF, le acquisizioni sono avvenute sui supporti informativi con «copia di memorie telefoniche e altro materiale negli uffici di coloro che hanno avuto a che fare con la prima ondata dell’epidemia». La procura di Bergamo ha poi dato atto alle forze dell’ordine di acquisire anche i documenti e i materiali nella disponibilità del direttore dell’Istituto Superiore di Sanità e membro Cts, Silvio Brusaferro: già nelle scorse settimane il n.1 Iss era stato sentito come testimone, esattamente come i vertici della Lombardia e del Governo Conte ma ora si cerca ulteriore prova degli scambi fitti di quei giorni tra Regione, Cts ed esecutivo in merito alle scelte da prendere davanti all’esplosione di contagi nella Bergamasca. Da ultimo, i pm di Bergamo hanno acquisito anche le chat dell’assessore al Welfare Lombardia Giulio Gallera nel periodo tra febbraio e giugno.

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