Andrea Iannone, doping/ La Wada chiede l’inasprimento della squalifica a 4 anni

- Michela Colombo

Andrea Iannone: la WADA chiede l’inasprimento della squalifica per il pilota della Motogp a 4 anni, condannato a dicembre per doping involontario.

Iannone Aprilia
Andrea Iannone, in sella all'Aprilia (Foto: LaPresse)

Notizia shock che è appena arrivata dal TAS di Losanna e che riguarda Andrea Iannone, il pilota della Motogp che lo scorso 17 dicembre era stato sospeso per doping, dopo l’assunzione involontaria di carne contaminata con il Drostonolon, uno steroide. Come ha puntualmente riportato solo pochi minuti fa Antonio Boselli di Sky Sport, la WADA ha infatti decido di fare appello alla sentenza già fissata di 18 mesi di stop per il pilota dell’Aprilia, chiedendo che la pena venga inasprita e la squalifica venga portata a 4 anni. Una pena che se confermata potrebbe seriamente portare lo stesso pilota di Vasto al ritiro dalle corse e all’abbandono della Motogp. In ogni caso pare che a luglio, quando la stagione 2020 del motomondiale potrà ripartire, Andrea Iannone non sarà a disposizione dell’Aprilia: al suo posto correrà il tester Bradley Smith, mentre per la prossima stagione si fanno sempre più forti le voci che vogliono Danilo Petrucci come prossimo pilota di punta della team di di Noale.

ANDREA IANNONE, DOPING: ORA DECIDERA’ AD AGOSTO IL TAS

La notizia di una pronta presa di posizione della Wada sul caso di doping relativo ad Andrea Iannone era nell’aria da tempo, ma certo non ci si aspettava un tale pronunciamento, tenuto considerato che pure in sede della corte federale della Federmoto internazionale era stata esplicitamente confermata la non volontarietà da parte del pilota della Motogp di assunzione di carne contaminata da doping. Pure però allora la FIM aveva chiesto ugualmente una squalifica di 18 mesi per il centauro, che ora potrebbe pure passare a 4 anni se verrà accettato l’appello della WADA, intenzionata, evidentemente, di fare di questo un caso esemplare per riaffermare la propria forza. Ora il tutto passerà nelle mani nel Tribunale svizzero, che dovrà decidere se accettare il ricorso di Iannone ( e dunque cancellare la pena) o l’appello della Wada (e aumentare la sanzione a 4 anni): l’udienza finale è già in programma per la fine di agosto ma non è da escludere che tale appuntamento possa ancora slittare di qualche tempo. In ogni caso, come detto Iannone non potrà salire in sella per ancora lungo tempo, ma pare che la sua vita privata al momento pure lo tenga piuttosto impegnato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA