Anna Netrebko rinuncia alla Scala/ “Contraria alla guerra, ma non vado contro Russia”

- Luca Bucceri

Anna Netrebko, soprana russa, rinuncia ad esibirsi alla Scala il 9 marzo: la scelta per evitare di esporsi politicamente contro la Russia

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Il conflitto in Ucraina è l’argomento del momento in qualsiasi ramo e interesse della società, da quello politico internazionale allo sport, passando anche per gli eventi e la musica. Da settimane non si fa altro che parlare della guerra fatta scoppiare dalla Russia a Kiev e dintorni, con i russi (non politici) che ne hanno preso le distanze e si sono scusati a più riprese col popolo ucraino per quanto sta accadendo per mano di Vladimir Putin. Se c’è chi si schiera, c’è anche chi preferisce rimanere in silenzio e evitare qualsiasi commento, come la soprano Anna Netrebko.

Protagonista del “Macbeth” alla Prima della Scala a dicembre, la lirica russa ha infatti fatto sapere che non tornerà alla Scala di Milano per gli impegni delle prossime settimane. Attesa a marzo, il 9, per l”Adriana Lecouvreur”, la cantante ha fatto sapere di non essere disposta ad accettare quello che lei reputa un ricatto, ovvero esporsi politicamente e contro la sua Russia. Come successo al direttore Gergiev, allontanato da Milano perché amico di Putin e ancora in silenzio su quanto sta accadendo in Ucraina, anche Netrebko ha deciso di fare un passo indietro.

Anna Netrebko rinuncia alla Scala per non esporsi

La decisione di Anna Netrebko di rinunciare alla Scala di Milano arriva dopo numerose fake news che avevano visto la stessa cantante al centro di notizie infondate. C’era chi, infatti, aveva ribattuto di una possibile assenza della russa dal palco del Piermarini il prossimo 9 marzo per motivi di salute. La stessa cantante, tramite un post su Instagram, ha confermato si trattava di una bufala, sottolineando però una frase chiara: “Non verrò”.

Perché rinunciare allo spettacolo del 9 marzo alla Scala di Milano e a un palco così prestigioso? Presto detto per Anna Netrbko, che sui social ha spiegato: “Non è giusto costringere un’artista a dare voce alle proprie opinioni politiche e a denunciare la sua patria. Prima di tutto: sono contraria a questa guerra. Sono russa e amo il mio Paese ma ho molti amici in Ucraina e la pena e il dolore ora mi spezza il cuore. Voglio che questa guerra finisca e che la gente possa vivere in pace. Questo è ciò che spero e per cui prego. Come molti dei miei colleghi, io non sono un politico Non sono un’esperta di politica. Sono un’artista e il mio scopo è unire le persone divise dalla politica”.







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