Annalisa Minetti/ “Sogno le Paralimpiadi e voglio diventare ministro dello Sport”

- Silvana Palazzo

Annalisa Minetti torna a correre e rivela i suoi progetti: “Sogno le Paralimpiadi e voglio diventare ministro dello Sport”. Nel frattempo studia e cresce sua figlia…

Annalisa Minetti, Vieni da me
Annalisa Minetti (Rai)

Annalisa Minetti torna a correre, sognando le Paralimpiadi e un posto da ministra dello Sport. Le ambizioni non le mancano, del resto l’ex finalista di Miss Italia è anche showgirl, cantante e doppiatrice. Una super donna non vedente che a 42 anni vuole puntare in primis alle Paralimpiadi del prossimo anno. Da tre mesi, oltre a occuparsi della figlia Elena Francesca, si allena con la guida Stefano Cialella che la sta aiutando a centrare la qualificazione. «L’obiettivo è Tokyo, ma quello primario è diffondere la pratica dello sport come riabilitazione alla vita. Mi faccio carico di questo scopo per arrivare a tutti», ha dichiarato Annalisa Minetti a Repubblica. Tre anni fa aveva provato a qualificarsi per Rio de Janeiro, ma non ce l’ha fatta. Poi per problemi ad un tendine si è fermata. Ma ora riparte seguendo l’esempio di Alex Zanardi: «Lo faccio per me, ma lo faccio soprattutto per trascinare tutte le persone con la disabilità nello sport, ricordando che la vita è una opportunità che non va mai sprecata».

ANNALISA MINETTI “SOGNO PARALIMPIADI E MINISTERO SPORT”

Domani Annalisa Minetti tornerà ufficialmente in pista ai campionati assoluti italiani di Atletica della Fispes: tenterà un record nei 5000. «Mentre mia figlia cresceva nella pancia ammetto di aver pensato di tutto pur di vivere un altro sogno olimpico», ha raccontato a Repubblica. Poi il sogno si chiama Mondiali a Doha. L’età per lei non è un problema: «Con me porto l’esperienza, la capacità di gestire una gara. Spesso le atlete non vedenti si affidando molto alla guida, io invece ho Stefano che mi ricorda sempre che lui è soltanto i miei occhi, la gara la devo fare io». Nel frattempo studia per laurearsi in Scienze motorie, perché sogna di allenare. Ma c’è anche un altro progetto: «In realtà vorrei diventare ministro dello sport. Un ruolo in cui sviluppare questa nuova sensibilità che per fortuna sta crescendo per gli sport minori, anche per quelli paralimpici». Ma la disabilità non va spettacolarizzata: «Se sei disabile e combatti hai una vita dignitosa. Ci sono donne che in questo insegnano, come Martina Caironi, vero volto del paralimpico italiano».

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