Anthony Bourdain, docufilm fa discutere/ Fra accuse choc ad Asia Argento e Deepfake

- Davide Giancristofaro Alberti

E’ stato pubblicato negli scorsi giorni il docufilm su Anthony Bourdain, una pellicola che sta facendo discutere per le accuse nei confronti di Asia Argento e non solo…

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Anthony Bourdain

Non si placano le polemiche nei confronti di Roadrunner, il docufilm su Anthony Bourdain che si concentra in particolare sul decesso per suicidio del noto chef vip, ex compagno di Asia Argento. La pellicola è stata pubblicata venerdì scorso negli Stati Uniti, e getta ombre pesanti sull’attrice italiana, accusandola in maniera ingiusta e senza alcuna base certa, di essere in qualche modo la responsabile del decesso dello stesso Bourdain. Come scrive il Corriere della Sera, il regista del docufilm, il premio oscar Oscar Morgan Neville, è stato “accusato di aver ritratto in modo inquietante la sua ultima relazione, quella con Asia Argento. Fin quasi a far intendere che ci sia stata lei all’origine del suicidio”.

Neville non ha intervistato l’attrice e regista nostra connazionale, figlia di Dario Argento, e non formula nemmeno delle accuse dirette, ma attraverso delle immagini “inquietanti”, comprese alcune pagine di un tabloid secondo cui, pochi giorni prima del suicidio dello chef, era emerso un rapporto della Argento con un altro, e attraverso un sottofondo musicale drammatico, “sembra suggerire, secondo diversi critici – scrive ancora il giornale di via Solferino – che ci sia lei all’origine della decisione di Bourdain di togliersi la vita”.

ANTHONY BOURDAIN, IL DOCUFILM E LE POLEMICHE SUL DEEPFAKE: “LO CHEF SAREBBE STATO D’ACCORDO”

Neville dal canto suo rimanda al mittente le accuse, sottolineando come il suo film si concentri più che altro sulle ossessioni e la depressioni dello chef nell’ultimo periodo di vita. Il docufilm è finito anche sul banco degli imputati per l’utilizzo del deepfake, visto che molte cose che dice lo stesso chef nella pellicola non sono delle registrazioni di sue dichiarazioni, bensì il risultato di un’intelligenza artificiale che ha imparato a riprodurre la voce del cuoco stellato.

“E’ etico l’uso di una tecnica nota come deepfake, sia pure a fini non malevoli?”, si domanda il Corriere della Sera, ma il regista rassicura: “Non gli ho messo in bocca cose che non ha mai detto, ho cercato solo di renderle vive. Ne ho parlato con il suo agente e con la ex moglie e mi hanno detto che Anthony sarebbe stato d’accordo”.

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