App senza filtri a minori sono illegali/ Garante della Privacy blocca chatbot Replika

- Chiara Ferrara

Il Garante della Privacy ha stabilito che le app senza filtri per i minori sono illegali: è stata bloccato per questo motivo il chatbot Replika

dipendenza smartphone bambini 640x300 Dipendenza da smartphone in crescita nei bambini (Pexels)

Il Garante della Privacy ha stabilito che le app senza filtri per i minori sono illegali. Il principio è stato applicato d’urgenza attraverso il provvedimento n. 39 del 2/2/2023, con il quale è stata disposta la sospensione dell’attività di Replika. Il controverso chatbot, che era in funzione da cinque anni, dava la possibilità all’utente di creare un amico virtuale con cui parlare e confidarsi. L’intelligenza artificiale che governa questo meccanismo, tuttavia, ha evidenziato dei comportamenti pericolosi soprattutto nell’interazione con i più piccoli e con le persone emotivamente fragili.

I contenuti delle conversazioni si sono rivelati spesso inappropriati, arrivando a rappresentare delle vere e proprie molestie sessuali oppure degli inviti a commettere dei reati. Dal 2017 oltre 10 milioni di utenti hanno scaricato l’app e sono incappati in questi rischi. Adesso, però, è arrivato lo stop del Garante della Privacy, in virtù del fatto che il suo funzionamento viola il regolamento europeo sulla privacy.

App senza filtri a minori sono illegali: il provvedimento del Garante della Privacy

Replika adesso dovrà mettersi in regola con le norme contenute nel regolamento europeo sulla privacy, viceversa chiuderà i battenti per sempre. Il chatbot, tuttavia, non è l’unico a rischiare questo provvedimento. Il Garante della Privacy, come riportato da Italia Oggi, ha stabilito infatti che tutte le app senza filtri per i minori sono illegali e ha definito i meccanismi di funzionamento di quelle accessibili ai più piccoli.

Le app, oltre a richiedere l’età minima per l’iscrizione (in Italia fissata a 14 anni), devono anche adeguare la loro operatività al grado di sviluppo e autoconsapevolezza degli stessi; durante la fase di creazione di un account devono prevedere procedure di controllo dell’età dell’utente, senza limitarsi a chiedere nome ed e-mail; devono prevedere meccanismi di interdizione e blocco in relazione ad operatività rivelatrice di una minore età; non devono prevedere il contratto come base giuridica del trattamento dei dati per i minori (incapaci legalmente a contrarre).







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