Arrigo Sacchi: “Milan deve lavorare”/ “Lukaku? Colombo ha vinto più di Maradona”

- Marco Genduso

Arrigo Sacchi, ex tecnico del Milan ed ex ct della Nazionale, ha parlato ai colleghi de “La Gazzetta dello Sport” di Milan e Inter dopo la prima di giornata di campionato di Serie A

Arrigo Sacchi (Foto LaPresse)
Arrigo Sacchi (Foto LaPresse)

Il nome di Arrigo Sacchi fa riaffiorare nella mente di tutti gli amanti del calcio bei ricordi, soprattutto del lettore milanista. Grande allenatore, sulla panchina del Milan ha ottenuto risultati eccezionali: 1 campionato vinto nella stagione 1987-1988, per poi vincere anche la Supercoppa Italiana la stagione dopo, con annessa conquista dell’Europa che conta. Il palmarès recita: 2 Champions League (1988-1989 e 1989-1990), 2 Supercoppe Europee e 2 Coppe Intercontinentali. Un Milan dominante in Europa grazie al trio degli olandesi Ruud Gullit, Marco Van Basten e Frank Rijkaard, senza dimenticarsi chi c’era dietro proprio quei giocatori: Arrigo Sacchi.

Non solo Milan, anche la Nazionale per il tecnico di Fusignano. L’allenatore classe 1946 ha guidato la Nazionale italiana dal 1991 al 1996, iniziando la campagna post Italia ’90, Mondiale perso a sorpresa con lo stupore di tutti contro l’Argentina di Diego Armando Maradona ai calci di rigore. Un Mondiale che diede al calcio l’exploit di Salvatore ‘Totò’ Schillaci, ma soprattutto il giocatore vincitore del Pallone d’Oro 1993, il Divin Codino: Roberto Baggio. Lo stesso Baggio accompagnò Sacchi in finale in America nel 1994, con la sconfitta maturata solamente all’ultimo match, agli ultimi istanti dal super Brasile, al termine ancora una volta dei calci di rigore sbagliati dai due uomini copertina di quella nazionale: il numero 10 Roberto Baggio (autore di 5 gol fino a quel momento) e Franco Baresi, capitano e recuperato in extremis per la finalissima.

Arrigo Sacchi: “Milan deve continuare su questa strada. E l’Inter…”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico ha parlato dell’inizio del ‘suo’ Milan: “Siamo all’inizio, si vede che stanno ancora lavorando e che certi meccanismi devono essere messi a punto. Il successo sull’Udinese è meritato, però...” Perplessità per l’esperto uomo di calcio Arrigo Sacchi, che poi si sofferma su Brahim Diaz, numero 10 del Milan: “Brahim Diaz ha fatto buone cose, ma anche i due centrali difensivi hanno lavorato bene. Milan favorito? Ha lo scudetto sulle maglie… Dico che se continuano su questa strada, con questo impegno e con questo spirito, possono regalare soddisfazioni“.

Da Milano a…Milano, Sacchi dice la sua anche sull’Inter, vittoriosa alla prima di campionato contro il Lecce di Baroni: “In vantaggio proprio all’inizio della partita, pensavo che continuassero ad attaccare e a mettere sotto l’avversario. Invece hanno abbassato i ritmi e hanno consentito al Lecce di rimettersi in piedi“. Osservato speciale della partita è stato sicuramente il numero 90, Romelu Lukaku. Sacchi, sull’attaccante belga ha detto: “Non si vince con un solo giocatore. Anche il mio Angelo Colombo, che non era un fuoriclasse, in quattro anni, ha vinto più trofei di Maradona… Il problema dell’Inter è che si deve giocare “di squadra”.





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