Asia Argento “Per la gente ero una puttan* e una puttan* non viene violentata no?”/ “#Metoo? Alla deriva”

- Giulia Bertollini

Asia Argento in un’intervista torna a parlare delle difficoltà che ha incontrato dopo la denuncia ad Harvey Weinstein: “Per la gente, ero una pu***na… e una pu***na non viene violentata…”

Asia Argento 640x300
Asia Argento (foto: web)

Asia Argento ha parlato delle difficoltà che ha incontrato dopo aver denunciato Harvey Weinstein. L’attrice ha rivelato di non essersi pentita e che anzi lo rifarebbe altre volte: “Non l’ho fatto per me, ero la più semplice da distruggere. Per la gente, ero una pu***na… e una pu***na non viene violentata, no? Parlare non è stata una vittoria. L’unica vittoria è che lui sia in prigione. So che il mio gesto ha aiutato alcune donne e per questo non me ne pento”. Asia Argento ha però sottolineato come negli ultimi tempi ci sta stata una deriva del movimento #Metoo: “Non si può più girare una scena di sesso a Hollywood se non è presente uno “specialista” che sorveglia che tutto sia in ordine”.

L’attrice ha vissuto anche un momento complicato nel 2018. Il compagno Anthony Bourdain si suicidò in una camera d’albergo. Asia Argento ha sopportato giudizi e critiche e ha dovuto anche lottare con il senso di colpa. Fu lei a rivelare: “Quello che mi fa stare malissimo è che ha tenuto così tanto dolore dentro di sé per così tanto tempo e io non l’ho visto. Non l’ho visto e per questo mi sentirò in colpa per il resto della mia vita”.

Asia Argento torna a parlare del compagno: “L’ho sognato un mese fa”

Asia Argento è tornata a raccontare del suicidio del compagno in un’intervista al settimanale Oggi. L’attrice ha rivelato di aver visto Anthony in sogno: “L’ho sognato un mese fa, ed era la prima volta. È venuto a spiegarmi perché l’aveva fatto. Provo ancora un dolore incredibile. Sono sicura che nel momento stesso in cui è uscito dal suo corpo si sia detto: “Ma che ho fatto?!”. Accetto ciò che non posso cambiare. La vita è anche la morte“.

Asia Argento si considera una sopravvissuta e rivela di essersi riuscita a proteggere da sola: “Se mi considero una sopravvissuta? Mi piace questa parola. Più di “vittima”. Nessuno mi ha mai protetto, per cui l’ho fatto da sola. Una parte di me ha sempre voluto farmi del male, mentre l’altra si spingeva in alto… Il mio lato autodistruttivo, mi ha permesso di dimenticare il dolore, finché ha funzionato. Ho scherzato parecchio con la morte… Da qualche anno, ho smesso con tutto”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA