ASTRAZENECA VS UE “NESSUN OBBLIGO SU VACCINI”/ La replica “pubblichiamo il contratto”

- Davide Giancristofaro Alberti

Pascal Soriot, Ceo di AstraZeneca, contro Ue sui vaccini: “Nessun obbligo”. La replica di Bruxelles: “Pubblichiamo il contratto, dovete rispettare le consegne”

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(LaPresse)

È scontro aperto tra l’Unione europea e AstraZeneca. Bruxelles contesta le dichiarazioni dell’amministratore delegato Pascal Soriot e chiede lo svincolo della clausola di segretezza per pubblicare il contratto. Inoltre, precisa che non è previsto che la produzione delle dosi per l’Ue sia limitata alla fabbrica in Belgio, ma potrebbe avvenire anche nel Regno Unito. Di fatto così sembra scoppiare la cosiddetta “guerra dei vaccini”. Eric Mamer, portavoce della Commissione Ue, ha spiegato che AstraZeneca deve rispettare il contratto e procedere con le consegne. Della stessa linea è la presidente Ursula von der Leyen, la quale durante il World Economic di Davos ha attaccato i produttori di vaccini, ricordando loro che «devono rispettare le consegne».

A confermare che il clima tra Ue e AstraZeneca è teso anche il fatto che alle 18:30 era prevista una riunione del comitato direttivo sui vaccini Ue con la casa farmaceutica, in cui il primo avrebbe insistito sulla consegna delle dosi, ma l’incontro è stato fatto slittare a domani dalla stessa società. (agg. di Silvana Palazzo)

ASTRAZENECA VS UE “NESSUN OBBLIGO SU VACCINI”

Alza la voce AstraZeneca e replica alle accuse provenienti dall’Ue e dall’Italia in merito al ritardo nella consegna delle dosi del vaccino. “Non c’è alcun obbligo verso l’Ue – le parole del ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, intervistato dai microfoni del quotidiano Repubblica – nel contratto con gli europei c’è scritto chiaramente: ‘best effort’. Ossia: ‘faremo del nostro meglio’”. Il chief executive officer dell’azienda cerca comunque di rassicurare: “Appena avremo l’approvazione Ema, l’obiettivo è quello di recapitare all’Ue 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio. Di queste, 2,5 circa in Italia”. Soriot è quindi entrato nel dettagli dell’accordo fra la sua azienda e l’Ue: “Lo scorso agosto, l’Unione Europea voleva avere la stessa capacità produttiva del Regno Unito, nonostante il contratto firmato tre mesi dopo Londra. Noi di AstraZeneca abbiamo risposto: ‘Ok, faremo del nostro meglio. Ma non possiamo impegnarci contrattualmente perchè abbiamo tre mesi di ritardo rispetto al Regno Unito’. E così è stato. Non abbiamo dunque obblighi contrattuali con l’Ue – ha proseguito – ma solo un impegno a fare il massimo”,

ASTRAZENECA: “STIAMO LAVORANDO 24 ORE SU 24”

Quindi il ceo di AstraZeneca ha aggiunto: “Siamo stati piuttosto specifici con l’Ue, anche noi siamo delusi: ci piacerebbe riuscire a produrre di più. A febbraio consegneremo all’Europa una quantità soddisfacente, simile agli altri produttori. Stiamo lavorando 24 ore su 24, sette giorni su sette per risolvere i problemi”. Le difficoltà nella produzione derivano dal fatto che la stessa si svolge in due fasi, a cominciare dalla “creazione del principio attivo in due stabilimenti in Belgio e nei Paesi Bassi”. In questa fase “alcuni siti generano più ‘raccolto’, altri meno – ha detto Soriot – come purtroppo accaduto in Europa. Queste disfunzioni capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi”. Tornando al fatto che il Regno Unito abbia ricevuto più dosi rispetto all’Ue, Soriot ribadisce che il contratto “è stato firmato tre mesi prima di quello con la Ue. Abbiamo avuto il tempo di prepararci. I problemi in Ue – aggiunge – sono stati un caso e di certo non sono intenzionali. Io sono francese, molti dirigenti sono europei, la nostra multinazionale è britannico-svedese: come potremmo mai fare una cosa simile all’Ue?”. E guai a dire che il vaccino genererà un profitto: “Questo è un vaccino no profit per noi. Non ne ricaviamo un soldo”, smentendo anche che il siero venga venduto ad altri paesi: “Questa accusa è insensata, perchè, ripeto, sul vaccino anti-coronavirus non facciamo profitti. Noi di AstraZeneca – ha sottolineato – non dirottiamo certo i vaccini degli europei verso altri Paesi. Sarebbe illogico e controproducente da parte nostra, dopo il nostro pubblico impegno”.

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